Cooperazione, l'assessore Siliani: "la situazione in Italia è preoccupante, siamo il paese che investe meno risorse"

"Un momento importante per dire che la situazione riguardante la cooperazione in Italia non è felice perché l'Italia è il paese, fra quelli sviluppati, che investe il minor numero di risorse (0,15 per cento), mentre in tutte le sedi internazionali europee ed Onu il nostro governo si era impegnato solennemente a innalzare questa quota allo 0,51 per cento entro il 2010 e allo 0,7 entro il 2015. All'opposto nel biennio 2003 – 2004 i fondi per la cooperazione stanziati dal Governo sono scesi del 15 per cento e ulteriori riduzioni sono previste dalla finanziaria 2006 facendo scendere la percentuale allo 0,12 inferiore addirittura a quel lo degli Stati Uniti (0,16), quello della Francia (0,34) e quello dei paesi nord europei ben oltre lo 0,7 per cento". Con queste parole l'assessore alal cultura Simone Siliani è intervenuto all'apertura delle giornate della Cooperazione italiana cominciate stamani nel salone di Duecento di Palazzo Vecchio."E non può valere l'abbattimento del credito nei confronti dei paesi come l'Irak a far lievitare tale percentuale giacché quei crediti erano di fatto inesigibili e comunque non necessariamente l'abbattimento del credito si risolve in un'azione positiva per lo sviluppo. In questi anni di disimpegno del Governo la cooperazione decentrata, quella degli enti locali, delle Ong (organizzazioni non governative) ha salvato la faccia dell'Italia in questo settore in molte parti del mondo, mostrando un impegno serio, rigoroso e fattivo fondato sul partenariato fra territori e non più sul rapporto donatore-beneficiario. La cooperazione decentrata dovrebbe essere assunta come un elemento portante della politica di cooperazione e della politica estera del nostro paese"L'assessore Siliani ha poi fatto l'esempio dei progetti già in corso dalla valenza politica e non solo solidaristica come d esempio il programma Gold – Maghreb promosso dal Comune di Firenze, dalla Regione insieme e a 5 Agenzie delle Nazioni Unite ed ai partner del Marocco, Tunisia, Algeria e Libia, dove il ruolo degli enti locali non è stato di meri realizzatori, bensì di corresponsabili per una strategia fondata sui principi dello sviluppo umano alla base degli obiettivi del Millennio. (lb)