Da domani al Quarter una mostra sul "Gesto". Video , Fotografie e Performances nel Centro di Produzione d'Arte del quartiere 3

E' il "Gesto" il protagonista della mostra che si inaugurerà domani (fino al 13 novembre) allo spazio Quarter (viale Giannotti 81), il centro di produzione di arte contemporanea di Firenze nel cuore del quartiere 3. "La vastità di significati del gesto– ha detto l'assessore alla cultura Simone Siliani presentando stamani la mostra insieme al presidente del quartiere 3 Andrea Ceccarelli e al direttore artistico Sergio Risaliti-, che può essere espressione di amore e solidarietà, manche di odio, di intolleranza, di distruzione, rende questa mostra interessante e di grande attualità". "The Gesture, A Visual Librari in Progress", pur nascendo da ragioni di lettura estetica e poetica, è una mostra caratterizzata da una forte connotazione etica. La mostra scaturisce dall'esigenza di leggere la cultura del nostro tempo usando un tema unificante come griglia di interpretazione. Il gesto è quanto di più umano ci possa essere. E lo dimostrano le opere che vanno dalla Pietà di Marina Abramovic, che ripropone il più solenne dei drammi umani, al nichilismo suicida delle Cecene nel lavoro di Cesare Viel; da Gerda Steiner e Jörg Lenzlinger, che girano il mondo per abbracciare uomini e donne di tutti i paesi, all'abbraccio di Paolo Canevari, teso verso una bomba in caduta libera dal cielo azzurro. Il gesto nella contemporaneità trascorre dalle rappresentazioni di apparente gratuità e leggerezza, come il salto nel vuoto di Yves Klein o i gestes di Ben Vautier, all'impegno degli Stalker e alla protesta sonora e antimilitarista di Allora e Calzadilla, che infrangono la legge applicando una tromba al tubo di scappamento di una motocicletta.The Gesture è un progetto che nasce dalla collaborazione con la Fondazione Fabbrica Europa, Quarte e il Centro di Arte contemporanea di Salonicco e raccoglie testimonianze visibili, senza l'ambizione di compilare un regesto completo delle rappresentazioni del gesto nella cultura contemporanea. Ogni azione, dalla creatività estemporanea dei gesti sul piano di Giuseppe Chiari, alla fissità di Marcello Maloberti, che riduce il gesto ad una soluzione di equilibrio precario, ha prodotto conseguenze sociali, estetiche e culturali (talvolta anche politiche). Tuttavia, il significato più importante intorno al quale si annodano la masturbatoria soddisfazione di Elke Krystufek o di Santiago Sierra, la danza di Pipilotti Risti o la fatica ‘inutile' di Francis Alys, che trascina per tutta la città un blocco di ghiaccio, riguarda l'identità individuale, alla ricerca di una condizione umana che nei gesti sintetizza la volontà di comunicare. La mostra, attraverso generazioni che sono diversissime tra loro, nonostante il ridotto arco di tempo (dagli anni 60 a oggi), mette in risalto una continuità su cui gli artisti contemporanei si confrontano ancora e che comprende tanto l'azione estrema di Chris Burden, che nel 1971 fa del suo corpo una scultura facendosi sparare con un fucile, quanto l'abbraccio collettivo dei Gao Brothers (2000).La mostra (è aperta tutti i giorni dalle 15 alle 20 (chiusa il lunedì) L'ingresso è libero. (lb).