Il presidente della commissione cultura Nardella in visita a Sarajevo: «Importante affermare il ruolo di Firenze nella produzione culturale contemporanea»
Una tre giorni per rilanciare l'impegno di Firenze nel progetto di cooperazione internazionale e per porre le basi alla nascita del nuovo museo di arte contemporanea di Sarajevo. Sono gli obiettivi della visita di Dario Nardella, presidente della commissione cultura nella capitale bosniaca, in occasione delle celebrazioni di inaugurazione e presentazione del progetto preliminare di costruzione del primo blocco del museo/centro "Ars Aevi" realizzato dall'Architetto Renzo Piano. La delegazione era guidata dal sottosegretario agli Affari Esteri Famiano Crucianelli e dal presidente della Regione Toscana Claudio Martini.«La fondazione Ars Aevi ha spiegato Nardella - nasce con l'obiettivo di costruire a Sarajevo il più importante centro di arte contemporanea dell'area del sud-est Europa, simbolo di rinascita della Bosnia Erzegovina dopo le sofferenze della guerra nei Balcani. Il nuovo museo ospiterà la collezione Ars Aevi, oggi chiusa al pubblico, unica al mondo perché nata dopo la guerra grazie alle decine di donazioni di opere d'arte da parte degli artisti contemporanei più noti d'Europa e del resto del Mondo, tra cui ha aggiunto il presidente della commissione cultura - Michelangelo Pistoletto, Jannis Kounnellis, Daniel Buren».In occasione dell'incontro con il Sindaco di Sarajevo, Semiha Borovac, e il Ministro della Cultura del Cantone di Sarajevo, Ivica arić, Nardella ha commentato che «Firenze è orgogliosa di partecipare ormai da molti anni al fianco dei Comuni di Venezia, Milano, Roma, della Regione Toscana, del Governo Italiano e dell'UNESCO, ad un progetto di cooperazione culturale internazionale di alta qualità come quello in via di realizzazione". "Oltre al significativo sostegno economico e materiale del Governo Italiano, della Regione Toscana e di altri importanti partners economici italiani ha proseguito Nardella - sono allo studio modalità concrete di sostegno da parte delle città italiane, Firenze inclusa. La partecipazione a questo progetto può essere infatti uno stimolo a proseguire anche nella nostra città, come fatto fino ad ora dall'Assessore alla cultura Siliani, la via della promozione dell'arte contemporanea e della produzione culturale giovanile. Occorrerà però puntare con sempre più decisione al rilancio immediato del centro di arte contemporanea Quarter e alla riconsiderazione del progetto del Centro di Arte Contemporanea di Rifredi, bloccato dalle note vicende giudiziarie. Una volta che la collezione di Sarajevo sarà aperta al pubblico, inoltre, i colleghi bosniaci si sono resi disponibili a portare alcune delle opere più importanti a Firenze in occasione della realizzazione di una nuova importante mostra/performance di arte contemporanea che potrà tenersi proprio al Forte Belvedere e al Quarter».«Firenze ha concluso il presidente Nardella - non può mancare dalla scena internazionale della produzione culturale contemporanea, al fianco della Regione Toscana e di altre importanti istituzioni, se vuole conservare un suo ruolo di polo attrattivo per il turismo culturale e di centro di produzione vivace e dinamico, con benefici e ricadute valutabili sia economicamente che sotto il profilo dell'immagine e del prestigio internazionale». (fn)