Bosi (FI) e Donzelli (AN): "Riaprire il caso Serpieri in Consiglio Comunale. Liquidato troppo frettolosamente"

"Lo scorso 4 agosto abbiamo ricevuto dal Rettore dell'Università di Firenze, Augusto Marinelli, una memoria del professore Mario Dini sulla figura del Rettore Arrigo Serpieri e ci meraviglia che sia giunta solo dopo la conclusione del dibattito tenuto in Consiglio Comunale sull'intitolazione di una strada alla memoria di Serpieri. La nota conferma infatti quello che noi abbiamo sempre sostenuto e smentisce la montatura politica creata ad arte dai Consiglieri di sinistra e di estrema sinistra per revocare l'intitolazione di una strada, nel quartiere universitario, al grande studioso celebre per le sue ricerche nel campo agronomico".È quello che commentano i due consiglieri comunali del centro destra, Enrico Bosi (di Forza Italia) e Giovanni Donzelli (di Alleanza Nazionale) relativamente alla revoca dell'intitolazione della strada nella zona dell'Università a Novoli, ad Arrigo Serpieri."Abbiamo anche appreso dalla lettera del Rettore Marinelli che il quotidiano L'Unità il 13 maggio 2005 avrebbe pubblicato il testo dell'intervento del rettore, modificandolo arbitrariamente e quindi, per chiarezza riportiamo il testo esatto che fa comprendere qual'era il vero senso del discorso tenuto in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico 1938-39" hanno commentato i due consiglieri comunali.Arrigo Serpieri, dopo aver trattato della situazione della docenza nell'Ateneo, proseguì dicendo: "D'altra parte, mentre il drammatico periodo storico che attraversiamo rende necessario ad ogni popolo di alta civiltà che non voglia morire di stringer le file per mantenere pura e compatta la propria unità spirituale contro ogni forza inquinatrice o disgregatrice – necessità nazionale che duramente ma giustamente sovrasta nel settore della formazione dei giovani, a riguardo di pur rispettabili posizioni individuali – i noti provvedimenti del regime, in difesa della razza, hanno reso vacanti le sei cattedre di Diritto amministrativo nella Facoltà di Giurisprudenza, di Letteratura italiana e di Filosofia teoretica nella Facoltà di Lettere, di Istituzioni di diritto privato e di diritto commerciale nella Facoltà di Economia, di Legislazione del lavoro nella Facoltà di Scienze Politiche.""Emblematica – proseguono Bosi e Donzelli – è anche la testimonianza di Emilio Sereni, ricercatore chiamato da Serpieri all'INEA, così descritto nel volume 21 de La storia d'Italia: «Laureatosi in scienze agrarie, nel 1927 Emilio Sereni (1907-1977) aderì al PCI, organizzando un gruppo di giovani intellettuali antifascisti. Arrestato nel 1930, nel 1931 fu condannato a 15 anni di carcere (insieme a Manlio Rossi Doria). Amnistiato dopo sei anni, espatriò clandestinamente in Francia e durante la guerra svolse un'intensa attività di propaganda fra le truppe italiane di occupazione. Arrestato nel giugno 1943, fu condannato a 18 anni di reclusione. Rinchiuso alle Nuove di Torino nel braccio della morte sotto la sorveglianza delle SS, riuscì ad evadere nell'agosto 1944. Membro della direzione del PCI, fu deputato alla Costituente e senatore dal 1948, fece parte del secondo e terzo governo De Gasperi (1946-1947), come ministro dell'Assistenza postbellica, poi dei Lavori Pubblici»".Scrive Emilio Sereni "non ho assolutamente nessuna ragione di risentimento personale nei confronti del professore Serpieri. Non avemmo, come militanti antifascisti, nessuna ragione di risentimento personale nei confronti del professore Serpieri, del quale d'altronde avevamo avuto occasione di apprezzare non solo l'intelligenza e la cultura, ma anche le notevoli capacità organizzative"."Alla luce di questa nuova documentazione ci pare logico chiedere che venga ridiscussa, viste anche le frettolose modalità dell'approvazione, la revoca dell'intitolazione della strada ad Arrigo Serpieri nella prossima seduta di Consiglio Comunale" hanno concluso Enrico Bosi (FI) e Giovanni Donzelli (AN). (uc)