Bilancio di previsione 2009, l'intervento dell'assessore Albini in consiglio comunale
Questo l'intervento dell'assessore alle risorse finanziarie Tea Albini in consiglio comunale, sul bilancio di previsione 2009: "Fra meno di tre mesi ci saranno le elezioni amministrative e sicuramente il bilancio che ci apprestiamo a discutere e votare è uno degli ultimi atti importanti e obbligatori che questo consiglio affronta.
Da sempre questo mio intervento cerca di parlare più di scelte politiche che di numeri.
I numeri sono molto bene rappresentati nei documenti che abbiamo consegnato e soprattutto la relazione previsionale e programmatica spiega e chiarisce il rapporto che esiste fra le scelte operate dall'Amministrazione Comunale e le compatibilità di bilancio.
Credo che il Consiglio abbia apprezzato come nel corso di questi anni abbiamo cercato di rendere sempre più leggibile e comprensibile il nostro bilancio anche per chi non è esperto in contabilità o finanza pubblica.
Questo non vuol dire che tutto sia perfetto, ma sicuramente posso affermare che il nostro bilancio è strutturalmente solido e che per la sua chiarezza e trasparenza si è meritato apprezzamenti da molti valutatori qualificati.
Nel buttare giù questa nota ho pensato a come avrei dovuto illustrare al Consiglio l'ultimo bilancio di previsione di questo mandato, e quale sarebbe stato il modo migliore per consegnare ad un altro amministratore la gestione di un lavoro fatto da altri.
Sinteticamente abbiamo stilato un bilancio normale non cedendo alla tentazione di prevedere "cose ad effetto" ai soli fini elettorali, ma di valutare come sempre risorse e bisogni e seguire quei criteri che ci hanno guidato in questi 5 anni.
Premetto che la cosa più difficile per qualsiasi assessore al bilancio è stata negli anni l'incertezza delle norme.
Ogni anno sono cambiate regole e condizioni per cui la programmazione e la ricerca ogni anno di stare dentro i limiti, i tagli, i patti diversi di volta in volta, sono state imprese non da poco.
Ritengo che solo gli addetti ai lavori possano valutarne a pieno la complessa difficoltà programmatoria.
Ma i cambiamenti susseguitesi come i governi ed i ministri ci hanno dimostrato la scarsa conoscenza che questi hanno avuto ed hanno del ruolo e dei compiti degli enti locali, che fra parentesi sono gli unici che realmente hanno affrontato la spesa pubblica realizzando risultati importanti nella riduzione della spesa. Anche Firenze ha contribuito a tutto questo pur mantenendo inalterato l'impegno sopratutto qualificando la spesa in settori difficili e delicati quali l'accoglienza, l'integrazione, l'assistenza, l'istruzione, la disabilità, gli anziani, i minori.
Oggi questo può essere messo in crisi da scelte governative non ragionate, basterebbe ricordare come il cavallo di battaglia dell'attuale governo "il federalismo" ha portato all'abolizione dell'ICI prima casa creando la difficoltà nota sia di copertura che di cassa.
O come gli infiniti cambiamenti delle regole per il patto di stabilità che a partire dal mese di luglio ha visto un susseguirsi di modifiche fino si può dire a poche ore fa costringendoci a rifare conti e provvedere all'emendamento che poi presenterò.
Fino ad arrivare alla recente sentenza della Corte dei Conti Lombarda che boccia la Circolare 2/09 della Ragioneria Generale sui vincoli degli investimenti che riapre la speranza ad una lettura più benevola dei vincoli stessi.
È per lo stesso perverso meccanismo del rispetto del patto di stabilità che anche nella liquidazione degli impegni assunti siamo costretti a tener conto del rapporto entrate ed uscite e, come tutti i comuni, indipendentemente dalla capienza di cassa, ritardare o bloccare i pagamenti a soggetti fisici o giuridici che hanno maturato il diritto alla riscossione, contribuendo, come se ce ne fosse bisogno, alla precarietà, al disagio, alla crisi.
Quindi i richiami della Confindustria al rispetto delle obbligazioni assunte dagli enti locali nei confronti delle Imprese, seppur legittimi e condivisibili non possono essere indirizzati ai Comuni, ma al Governo nella necessaria riformulazione delle regole del patto di stabilità, nel rispetto dei tempi, nella certezza dei trasferimenti e nella loro quantità.
Questo è stato forse l'argomento di maggiore contrapposizione fra il governo e i comuni soprattutto quelli che nel 2007 avevano dismesso di più e che sono da sempre classificati come Comuni virtuosi Firenze, Milano, Brescia, Bergamo, Reggio Emilia, Varese ecc., come si evince non è un problema di schieramento politico, ma di responsabilità politica.
E proprio perché oggi stiamo assistendo ad una crisi complessiva, a fenomeni di grande precarietà sia per quanto riguarda lo sviluppo, l'economia, la finanza, il lavoro che sarebbe oltremodo necessario che i comuni potessero garantire investimenti e spese proprio per fare da traino, da stimolo alla ripresa.
Non è così, e come è del tutto evidente siamo costretti a ridurre gli interventi per contenere la spesa e nel contenere la spesa blocchiamo quel meccanismo virtuoso che ha consentito anche all'economia locale di trarre beneficio e sviluppo dalle politiche dell'amministrazione.
Il nostro fondo di solidarietà di 1 Milione di euro può solo in piccola parte venire incontro all'emergenza, è necessario quindi fare sistema con gli altri enti per poter incidere almeno in parte sui bisogni della gente.
L'assessore Nencini con il suo intervento informerà sul tema e del risultato positivo raggiunto dal tavolo di concertazione con le forze sociali.
Per la prima volta dobbiamo stoppare la crescita dei servizi offerti ed a fronte di domande crescenti che emergono proprio in virtù di una crisi più generale, siamo obbligati a ridurre la risposta a richieste della parte più fragile della società, anziani, minori, disabili, immigrati, senza lavoro, senza casa.
Sul tema casa mi consentirete di aprire una brevissima riflessione. Non credo che la soluzione al dramma abitativo sia una maggiore libertà nei comportamenti costruttivi, si rischia l'abuso e il danno urbanistico/ambientale e non si risolve il problema di chi casa non ce l'ha.
Oggi chi la perde o non l'ha mai avuta ha bisogno dell'intervento pubblico e quindi di maggiori risorse per gli investimenti degli enti locali, dando un ruolo diretto e con specifiche responsabilità ai Comuni, semplificando le regole, chiedendo per quanto ci riguarda una revisione totale dell'attuale proposta di legge della Regione Toscana.
Questo sarebbe, nel settore, il modo migliore per rispondere ai bisogni della gente e delle imprese che in questo momento di crisi hanno bisogno di quel lavoro che solo gli investimenti pubblici possono garantire.
Lascio ad altra sede l'analisi e le valutazioni sui fatti che hanno determinato questa crisi generalizzata, ma da questa non si può prescindere e con questa ci dobbiamo confrontare.
Ecco perché mi è difficile appassionarmi alla discussione che vede le carenze e le difficoltà del piccolo orticello senza vedere i problemi dell'intero campo.
Ecco perché da 5 anni mi rifiuto di considerare un settore, una direzione, un assessorato più strategico, più importante di un altro ed ho cercato sempre di valutare in modo complessivo la tenuta e la compatibilità delle scelte rispetto alle risorse.
Chi verrà potrà non condividere le scelte, ma non troverà sorprese nelle c.d. pieghe di bilancio.
Come ho detto i numeri sono negli atti, e negli atti ci sono le scelte operate nel rispetto dell'impegno di mandato assunto dal Sindaco.
Su questo impegno, e conseguentemente su questi numeri ho svolto il compito che lo stesso Sindaco mi ha affidato 5 anni fa.
Sono stati anni difficili per le cose dette, ma anche importanti per il lavoro svolto, che a mio giudizio viene dimenticato e sottovalutato sull'onda della polemica o nell'agone politico che ci porta troppo spesso ad una contrapposizione dura a prescindere dall'oggettività del caso.
Il dimenticarsi delle condizioni date, delle regole assegnate, non aiuta diciamo così la soluzione dei problemi che si vorrebbero risolvere.
A volte abbiamo assistito al rincorrere i problemi se non addirittura a crearli, complice l'informazione mediatica o giornalistica, per cui l'apparire diventa l'elemento essenziale del far politica a prescindere.
Il fatto di trattare argomenti complessi, a volte difficili da spiegare, mi ha portato in questi anni ad avere prima difficoltà poi ritrosia nella comunicazione che se diventa più o meno volutamente imprecisa, rischia di creare confusione ed in certi casi, come è successo, allarme.
Ecco che tante volte ho dovuto rispondere ad interrogazioni o domande di consiglieri e non solo, che si basavano su articoli di giornale che non sempre corrispondevano alla realtà delle cose, quasi mai è successo che alla smentita fosse dato lo stesso risalto.
Questo evidentemente, nasce dall'esigenza di visibilità, che ha portato a crociate contro questa o quella cosa, le multe, i derivati, l'indebitamento, le consulenze, gli incarichi, le nomine, le società partecipate per questo o quel problema, le tariffe e così via. Salvo poi verificare che per esempio per quanto riguarda l'indebitamento il nostro è di ben 10 punti sotto il tetto del 15% stabilito da legge o sul carico per ogni fiorentino delle sanzioni amministrative, dimenticandosi, scusate se è poco, che solo un po' meno del 50% vengono elevate a residenti nel Comune di Firenze.
Mi consentirete di chiudere questa mia esperienza dicendo quello che molto spesso ho detto in questi anni: "non sanno di che cosa stanno parlando" e lo dico non per presunzione, ma perché a volte la corretta informazione, magari supportata da un po' di formazione, aiuterebbe tutti a comprendere meglio le ragioni dell'altro.
Dico questo proprio nella consapevolezza che il bilancio di per sé è di difficile gestione anche in virtù del blocco imposto all'incremento dell'imposizione su imposte e tariffe. Non vorrei che nel prossimo futuro ci si aspettassero grandi novità o si stimolassero attese che sicuramente questo bilancio non è in condizione di soddisfare.
Non a caso lo sforzo fatto negli anni è stato quello di eliminare dal bilancio risorse ipotetiche che producevano attese inutili, sia sul piano degli investimenti che sul bilancio di parte corrente, oggi tutto quello che abbiamo scritto è coperto realmente e con frase ormai celebre "si può fare".
Si può fare a condizione che la macchina comunale sempre di più si organizzi a lavorare su obbiettivi o programmi superando lo steccato anche mentale delle vecchie direzioni o delle competenze specifiche.
Molto spesso negli incontri fatti negli anni, per esplicitare il concetto, richiamavo tutti con una battuta "la carta intestata è Comune di Firenze".
Si può fare se proseguiamo nella semplificazione delle procedure e se la politica sa indicare con chiarezza alla struttura gli obbiettivi da perseguire.
Si può fare se il cittadino può contare sempre su risposte certe e univoche e se per ogni obbiettivo che ci prefiggiamo di raggiungere individuiamo sempre un unico responsabile sia politico che tecnico.
Si può fare se nessuno si sente sminuito, ma ha la certezza di contribuire ad un progetto.
Si può fare se tutti con serenità rinunciamo a qualcosa, forse anche un idea o un piccolo privilegio per contribuire alla riuscita complessiva.
Si può fare se i ruoli della politica sono improntati al rispetto ed alla considerazione.
La maggioranza verso l'opposizione e viceversa.
La Giunta verso il Consiglio e viceversa.
Si può fare se la burocrazia, nel senso nobile del termine, per le sue competenze e nell'assunzione piena delle proprie responsabilità non ricerchi nella politica avalli o coperture a proprie carenze e la politica non pretenda la stessa cosa dalla burocrazia.
Tutto questo può contribuire in modo significativo a reggere anche in una situazione di bilancio difficile, così bene esplicitata anche dalla Relazione del Collegio Sindacale e se mi consentite ancora più difficile negli anni a venire se crisi e regole rimangono tali.
Se le condizioni rimanessero immutate nel medio/breve periodo è da ipotizzare anche una riduzione alla compartecipazione Irpef e di conseguenza alla addizionale, risorse difficilmente sopperibili con altre proprio perché la finanziaria blocca autonomia impositiva e tariffaria del Comune, e quindi la spesa.
Gli investimenti hanno i vincoli noti sull'assunzione di mutui, ma a prescindere, non è comunque possibile stressare più di tanto l'indebitamento per evitare l'incidenza dello stesso sulle spese correnti negli anni successivi.
Dal 2011 anche gli oneri di urbanizzazione saranno esclusivamente finalizzati agli investimenti e quindi anche l'ultima valvola di sicurezza per la spesa di parte corrente, viene a chiudersi.
Ma veniamo alle grandi scelte operate su questo bilancio.
Quest'anno una parte di risorse utili a coprire le spese correnti sono state reperite utilizzando quote arretrate relative al recupero del minor gettito ICI su immobili di categoria D antecedenti al 2008, questo introito è da ritenersi irripetibile, come del resto si sono dati per acquisiti al bilancio gli impegni assunti dal governo per il rimborso integrale dell'ICI prima casa indipendentemente dal fatto che ad oggi questo non trovi copertura nel bilancio dello stato.
Nonostante ciò si è comunque provveduto ad una riduzione delle spese c.d. comprimibili di circa il 4% rispetto all'assestato 2008 corrispondente allo 0,53% dell'impegnato 2008.
Questi tagli hanno colpito ovviamente la spesa comprimibile e per la prima volta anche i servizi. Speriamo di recuperare almeno in parte con l'avanzo d'amministrazione.
Nel piano investimenti evidentemente la parte maggiore è assegnata al completamento della tramvia e per quello che è possibile alla manutenzione sia viaria che di arredo urbano che di immobili strumentali.
Indiscutibilmente i fondi sono insufficienti ma queste sono le condizioni e come i consiglieri hanno visto nel pluriennale molti degli investimenti sono garantiti da oneri di urbanizzazione e da alienazioni.
A questo proposito è stato utilizzato l'art. 58 della
L. 133/2008 che ha consentito di allegare al bilancio il piano di alienazione e valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare per rendere possibile che con l'approvazione del Bilancio da parte del Consiglio Comunale si determini anche la variante allo strumento urbanistico generale.
Con questo piano e conseguente valorizzazione immobiliare si ipotizza di finanziare negli anni 2009/2011 il piano degli investimenti comprensivi del Parco della Cultura e della Musica a Firenze.
Rimando, come dicevo all'inizio, ai documenti di bilancio ed alla Relazione molte considerazioni e tutti gli approfondimenti del caso.
Approfondimenti e considerazioni svolte anche al Tavolo di Concertazione con le forze sociali e sindacali che hanno sempre lavorato con noi, in piena sintonia e con grande spirito di collaborazione.
La stessa collaborazione che ho riscontrato nei Consigli di Quartiere che, indipendentemente, dalla collocazione politica non hanno fatto venire meno la fattiva partecipazione alla discussione ed all'approfondimento.
Quest'anno abbiamo coinvolto in una discussione collettiva anche tutte le Commissioni Consiliari e con alcune oltre che con la 1ˆ abbiamo approfondito particolari aspetti del bilancio anche quelli più innovativi da un punto di vista normativo, nella discussione è stata comunque di particolare ausilio, come sempre, la relazione del Collegio Sindacale, che ringrazio per il lavoro svolto con la consueta professionalità.
Non so se ci saranno i tempi per tornare in Consiglio per discutere di società partecipate.
Credo che sarebbe utile approfondire molte delle questioni che spesso appassionano il dibattito cittadino.
Se il Consiglio crede io sono più che disponibile, vorrei però fare alcune brevi considerazioni.
A mio parere abbiamo perso un'occasione o meglio un'opportunità fermando il processo di aggregazione societaria del SII.
Il 30/3 avviamo il percorso per il soggetto unico gestore del ciclo rifiuti avendo stabilito le salvaguardie.
Abbiamo chiuso la prima fase di stabilizzazione finanziaria di Centrale del Latte che consentirà una maggiore valorizzazione societaria.
Dovremo vedere il tema mobilità, sosta viabilità, trasporti alla luce di obbiettivi ed oggettive problematiche emerse sia per norme sopraggiunte che per condizioni operative manifestate.
Come è stata volontà di questo, il nuovo Consiglio dovrà dare chiari indirizzi su dismissioni dirette ed indirette di partecipazione societarie.
Signori Consiglieri, quando lasciamo ci vengono in mente tante cose che avremmo potuto fare di più e meglio, ma a volte in politica per i suoi tempi ed i suoi riti non sempre le cose che vogliamo sono quelle possibili, in questo settore però di cose ne abbiamo fatte e se non sono state proprio tutte quelle che avrei voluto comunque ci siamo andati vicino.
Anche quest'anno con la presentazione del Bilancio sento il dovere di ringraziare la struttura e i miei collaboratori che come sempre hanno risposto con la solita professionalità alle scadenze e agli impegni.
Un ringraziamento particolare alla D.ssa Nebbiai senza la quale nessuna cosa sarebbe stata possibile.
Fra poche settimane discuteremo il bilancio consuntivo e presenteremo il bilancio di mandato, in quella sede forse sarà più facile apprezzare anche il lavoro di questi anni.
Signori Consiglieri, vi ringrazio per la pazienza che avete avuto nell'ascoltarmi e spero che affronteremo la discussione con la serietà e lo spirito di collaborazione che la nostra meravigliosa città merita".(fd)
Da sempre questo mio intervento cerca di parlare più di scelte politiche che di numeri.
I numeri sono molto bene rappresentati nei documenti che abbiamo consegnato e soprattutto la relazione previsionale e programmatica spiega e chiarisce il rapporto che esiste fra le scelte operate dall'Amministrazione Comunale e le compatibilità di bilancio.
Credo che il Consiglio abbia apprezzato come nel corso di questi anni abbiamo cercato di rendere sempre più leggibile e comprensibile il nostro bilancio anche per chi non è esperto in contabilità o finanza pubblica.
Questo non vuol dire che tutto sia perfetto, ma sicuramente posso affermare che il nostro bilancio è strutturalmente solido e che per la sua chiarezza e trasparenza si è meritato apprezzamenti da molti valutatori qualificati.
Nel buttare giù questa nota ho pensato a come avrei dovuto illustrare al Consiglio l'ultimo bilancio di previsione di questo mandato, e quale sarebbe stato il modo migliore per consegnare ad un altro amministratore la gestione di un lavoro fatto da altri.
Sinteticamente abbiamo stilato un bilancio normale non cedendo alla tentazione di prevedere "cose ad effetto" ai soli fini elettorali, ma di valutare come sempre risorse e bisogni e seguire quei criteri che ci hanno guidato in questi 5 anni.
Premetto che la cosa più difficile per qualsiasi assessore al bilancio è stata negli anni l'incertezza delle norme.
Ogni anno sono cambiate regole e condizioni per cui la programmazione e la ricerca ogni anno di stare dentro i limiti, i tagli, i patti diversi di volta in volta, sono state imprese non da poco.
Ritengo che solo gli addetti ai lavori possano valutarne a pieno la complessa difficoltà programmatoria.
Ma i cambiamenti susseguitesi come i governi ed i ministri ci hanno dimostrato la scarsa conoscenza che questi hanno avuto ed hanno del ruolo e dei compiti degli enti locali, che fra parentesi sono gli unici che realmente hanno affrontato la spesa pubblica realizzando risultati importanti nella riduzione della spesa. Anche Firenze ha contribuito a tutto questo pur mantenendo inalterato l'impegno sopratutto qualificando la spesa in settori difficili e delicati quali l'accoglienza, l'integrazione, l'assistenza, l'istruzione, la disabilità, gli anziani, i minori.
Oggi questo può essere messo in crisi da scelte governative non ragionate, basterebbe ricordare come il cavallo di battaglia dell'attuale governo "il federalismo" ha portato all'abolizione dell'ICI prima casa creando la difficoltà nota sia di copertura che di cassa.
O come gli infiniti cambiamenti delle regole per il patto di stabilità che a partire dal mese di luglio ha visto un susseguirsi di modifiche fino si può dire a poche ore fa costringendoci a rifare conti e provvedere all'emendamento che poi presenterò.
Fino ad arrivare alla recente sentenza della Corte dei Conti Lombarda che boccia la Circolare 2/09 della Ragioneria Generale sui vincoli degli investimenti che riapre la speranza ad una lettura più benevola dei vincoli stessi.
È per lo stesso perverso meccanismo del rispetto del patto di stabilità che anche nella liquidazione degli impegni assunti siamo costretti a tener conto del rapporto entrate ed uscite e, come tutti i comuni, indipendentemente dalla capienza di cassa, ritardare o bloccare i pagamenti a soggetti fisici o giuridici che hanno maturato il diritto alla riscossione, contribuendo, come se ce ne fosse bisogno, alla precarietà, al disagio, alla crisi.
Quindi i richiami della Confindustria al rispetto delle obbligazioni assunte dagli enti locali nei confronti delle Imprese, seppur legittimi e condivisibili non possono essere indirizzati ai Comuni, ma al Governo nella necessaria riformulazione delle regole del patto di stabilità, nel rispetto dei tempi, nella certezza dei trasferimenti e nella loro quantità.
Questo è stato forse l'argomento di maggiore contrapposizione fra il governo e i comuni soprattutto quelli che nel 2007 avevano dismesso di più e che sono da sempre classificati come Comuni virtuosi Firenze, Milano, Brescia, Bergamo, Reggio Emilia, Varese ecc., come si evince non è un problema di schieramento politico, ma di responsabilità politica.
E proprio perché oggi stiamo assistendo ad una crisi complessiva, a fenomeni di grande precarietà sia per quanto riguarda lo sviluppo, l'economia, la finanza, il lavoro che sarebbe oltremodo necessario che i comuni potessero garantire investimenti e spese proprio per fare da traino, da stimolo alla ripresa.
Non è così, e come è del tutto evidente siamo costretti a ridurre gli interventi per contenere la spesa e nel contenere la spesa blocchiamo quel meccanismo virtuoso che ha consentito anche all'economia locale di trarre beneficio e sviluppo dalle politiche dell'amministrazione.
Il nostro fondo di solidarietà di 1 Milione di euro può solo in piccola parte venire incontro all'emergenza, è necessario quindi fare sistema con gli altri enti per poter incidere almeno in parte sui bisogni della gente.
L'assessore Nencini con il suo intervento informerà sul tema e del risultato positivo raggiunto dal tavolo di concertazione con le forze sociali.
Per la prima volta dobbiamo stoppare la crescita dei servizi offerti ed a fronte di domande crescenti che emergono proprio in virtù di una crisi più generale, siamo obbligati a ridurre la risposta a richieste della parte più fragile della società, anziani, minori, disabili, immigrati, senza lavoro, senza casa.
Sul tema casa mi consentirete di aprire una brevissima riflessione. Non credo che la soluzione al dramma abitativo sia una maggiore libertà nei comportamenti costruttivi, si rischia l'abuso e il danno urbanistico/ambientale e non si risolve il problema di chi casa non ce l'ha.
Oggi chi la perde o non l'ha mai avuta ha bisogno dell'intervento pubblico e quindi di maggiori risorse per gli investimenti degli enti locali, dando un ruolo diretto e con specifiche responsabilità ai Comuni, semplificando le regole, chiedendo per quanto ci riguarda una revisione totale dell'attuale proposta di legge della Regione Toscana.
Questo sarebbe, nel settore, il modo migliore per rispondere ai bisogni della gente e delle imprese che in questo momento di crisi hanno bisogno di quel lavoro che solo gli investimenti pubblici possono garantire.
Lascio ad altra sede l'analisi e le valutazioni sui fatti che hanno determinato questa crisi generalizzata, ma da questa non si può prescindere e con questa ci dobbiamo confrontare.
Ecco perché mi è difficile appassionarmi alla discussione che vede le carenze e le difficoltà del piccolo orticello senza vedere i problemi dell'intero campo.
Ecco perché da 5 anni mi rifiuto di considerare un settore, una direzione, un assessorato più strategico, più importante di un altro ed ho cercato sempre di valutare in modo complessivo la tenuta e la compatibilità delle scelte rispetto alle risorse.
Chi verrà potrà non condividere le scelte, ma non troverà sorprese nelle c.d. pieghe di bilancio.
Come ho detto i numeri sono negli atti, e negli atti ci sono le scelte operate nel rispetto dell'impegno di mandato assunto dal Sindaco.
Su questo impegno, e conseguentemente su questi numeri ho svolto il compito che lo stesso Sindaco mi ha affidato 5 anni fa.
Sono stati anni difficili per le cose dette, ma anche importanti per il lavoro svolto, che a mio giudizio viene dimenticato e sottovalutato sull'onda della polemica o nell'agone politico che ci porta troppo spesso ad una contrapposizione dura a prescindere dall'oggettività del caso.
Il dimenticarsi delle condizioni date, delle regole assegnate, non aiuta diciamo così la soluzione dei problemi che si vorrebbero risolvere.
A volte abbiamo assistito al rincorrere i problemi se non addirittura a crearli, complice l'informazione mediatica o giornalistica, per cui l'apparire diventa l'elemento essenziale del far politica a prescindere.
Il fatto di trattare argomenti complessi, a volte difficili da spiegare, mi ha portato in questi anni ad avere prima difficoltà poi ritrosia nella comunicazione che se diventa più o meno volutamente imprecisa, rischia di creare confusione ed in certi casi, come è successo, allarme.
Ecco che tante volte ho dovuto rispondere ad interrogazioni o domande di consiglieri e non solo, che si basavano su articoli di giornale che non sempre corrispondevano alla realtà delle cose, quasi mai è successo che alla smentita fosse dato lo stesso risalto.
Questo evidentemente, nasce dall'esigenza di visibilità, che ha portato a crociate contro questa o quella cosa, le multe, i derivati, l'indebitamento, le consulenze, gli incarichi, le nomine, le società partecipate per questo o quel problema, le tariffe e così via. Salvo poi verificare che per esempio per quanto riguarda l'indebitamento il nostro è di ben 10 punti sotto il tetto del 15% stabilito da legge o sul carico per ogni fiorentino delle sanzioni amministrative, dimenticandosi, scusate se è poco, che solo un po' meno del 50% vengono elevate a residenti nel Comune di Firenze.
Mi consentirete di chiudere questa mia esperienza dicendo quello che molto spesso ho detto in questi anni: "non sanno di che cosa stanno parlando" e lo dico non per presunzione, ma perché a volte la corretta informazione, magari supportata da un po' di formazione, aiuterebbe tutti a comprendere meglio le ragioni dell'altro.
Dico questo proprio nella consapevolezza che il bilancio di per sé è di difficile gestione anche in virtù del blocco imposto all'incremento dell'imposizione su imposte e tariffe. Non vorrei che nel prossimo futuro ci si aspettassero grandi novità o si stimolassero attese che sicuramente questo bilancio non è in condizione di soddisfare.
Non a caso lo sforzo fatto negli anni è stato quello di eliminare dal bilancio risorse ipotetiche che producevano attese inutili, sia sul piano degli investimenti che sul bilancio di parte corrente, oggi tutto quello che abbiamo scritto è coperto realmente e con frase ormai celebre "si può fare".
Si può fare a condizione che la macchina comunale sempre di più si organizzi a lavorare su obbiettivi o programmi superando lo steccato anche mentale delle vecchie direzioni o delle competenze specifiche.
Molto spesso negli incontri fatti negli anni, per esplicitare il concetto, richiamavo tutti con una battuta "la carta intestata è Comune di Firenze".
Si può fare se proseguiamo nella semplificazione delle procedure e se la politica sa indicare con chiarezza alla struttura gli obbiettivi da perseguire.
Si può fare se il cittadino può contare sempre su risposte certe e univoche e se per ogni obbiettivo che ci prefiggiamo di raggiungere individuiamo sempre un unico responsabile sia politico che tecnico.
Si può fare se nessuno si sente sminuito, ma ha la certezza di contribuire ad un progetto.
Si può fare se tutti con serenità rinunciamo a qualcosa, forse anche un idea o un piccolo privilegio per contribuire alla riuscita complessiva.
Si può fare se i ruoli della politica sono improntati al rispetto ed alla considerazione.
La maggioranza verso l'opposizione e viceversa.
La Giunta verso il Consiglio e viceversa.
Si può fare se la burocrazia, nel senso nobile del termine, per le sue competenze e nell'assunzione piena delle proprie responsabilità non ricerchi nella politica avalli o coperture a proprie carenze e la politica non pretenda la stessa cosa dalla burocrazia.
Tutto questo può contribuire in modo significativo a reggere anche in una situazione di bilancio difficile, così bene esplicitata anche dalla Relazione del Collegio Sindacale e se mi consentite ancora più difficile negli anni a venire se crisi e regole rimangono tali.
Se le condizioni rimanessero immutate nel medio/breve periodo è da ipotizzare anche una riduzione alla compartecipazione Irpef e di conseguenza alla addizionale, risorse difficilmente sopperibili con altre proprio perché la finanziaria blocca autonomia impositiva e tariffaria del Comune, e quindi la spesa.
Gli investimenti hanno i vincoli noti sull'assunzione di mutui, ma a prescindere, non è comunque possibile stressare più di tanto l'indebitamento per evitare l'incidenza dello stesso sulle spese correnti negli anni successivi.
Dal 2011 anche gli oneri di urbanizzazione saranno esclusivamente finalizzati agli investimenti e quindi anche l'ultima valvola di sicurezza per la spesa di parte corrente, viene a chiudersi.
Ma veniamo alle grandi scelte operate su questo bilancio.
Quest'anno una parte di risorse utili a coprire le spese correnti sono state reperite utilizzando quote arretrate relative al recupero del minor gettito ICI su immobili di categoria D antecedenti al 2008, questo introito è da ritenersi irripetibile, come del resto si sono dati per acquisiti al bilancio gli impegni assunti dal governo per il rimborso integrale dell'ICI prima casa indipendentemente dal fatto che ad oggi questo non trovi copertura nel bilancio dello stato.
Nonostante ciò si è comunque provveduto ad una riduzione delle spese c.d. comprimibili di circa il 4% rispetto all'assestato 2008 corrispondente allo 0,53% dell'impegnato 2008.
Questi tagli hanno colpito ovviamente la spesa comprimibile e per la prima volta anche i servizi. Speriamo di recuperare almeno in parte con l'avanzo d'amministrazione.
Nel piano investimenti evidentemente la parte maggiore è assegnata al completamento della tramvia e per quello che è possibile alla manutenzione sia viaria che di arredo urbano che di immobili strumentali.
Indiscutibilmente i fondi sono insufficienti ma queste sono le condizioni e come i consiglieri hanno visto nel pluriennale molti degli investimenti sono garantiti da oneri di urbanizzazione e da alienazioni.
A questo proposito è stato utilizzato l'art. 58 della
L. 133/2008 che ha consentito di allegare al bilancio il piano di alienazione e valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare per rendere possibile che con l'approvazione del Bilancio da parte del Consiglio Comunale si determini anche la variante allo strumento urbanistico generale.
Con questo piano e conseguente valorizzazione immobiliare si ipotizza di finanziare negli anni 2009/2011 il piano degli investimenti comprensivi del Parco della Cultura e della Musica a Firenze.
Rimando, come dicevo all'inizio, ai documenti di bilancio ed alla Relazione molte considerazioni e tutti gli approfondimenti del caso.
Approfondimenti e considerazioni svolte anche al Tavolo di Concertazione con le forze sociali e sindacali che hanno sempre lavorato con noi, in piena sintonia e con grande spirito di collaborazione.
La stessa collaborazione che ho riscontrato nei Consigli di Quartiere che, indipendentemente, dalla collocazione politica non hanno fatto venire meno la fattiva partecipazione alla discussione ed all'approfondimento.
Quest'anno abbiamo coinvolto in una discussione collettiva anche tutte le Commissioni Consiliari e con alcune oltre che con la 1ˆ abbiamo approfondito particolari aspetti del bilancio anche quelli più innovativi da un punto di vista normativo, nella discussione è stata comunque di particolare ausilio, come sempre, la relazione del Collegio Sindacale, che ringrazio per il lavoro svolto con la consueta professionalità.
Non so se ci saranno i tempi per tornare in Consiglio per discutere di società partecipate.
Credo che sarebbe utile approfondire molte delle questioni che spesso appassionano il dibattito cittadino.
Se il Consiglio crede io sono più che disponibile, vorrei però fare alcune brevi considerazioni.
A mio parere abbiamo perso un'occasione o meglio un'opportunità fermando il processo di aggregazione societaria del SII.
Il 30/3 avviamo il percorso per il soggetto unico gestore del ciclo rifiuti avendo stabilito le salvaguardie.
Abbiamo chiuso la prima fase di stabilizzazione finanziaria di Centrale del Latte che consentirà una maggiore valorizzazione societaria.
Dovremo vedere il tema mobilità, sosta viabilità, trasporti alla luce di obbiettivi ed oggettive problematiche emerse sia per norme sopraggiunte che per condizioni operative manifestate.
Come è stata volontà di questo, il nuovo Consiglio dovrà dare chiari indirizzi su dismissioni dirette ed indirette di partecipazione societarie.
Signori Consiglieri, quando lasciamo ci vengono in mente tante cose che avremmo potuto fare di più e meglio, ma a volte in politica per i suoi tempi ed i suoi riti non sempre le cose che vogliamo sono quelle possibili, in questo settore però di cose ne abbiamo fatte e se non sono state proprio tutte quelle che avrei voluto comunque ci siamo andati vicino.
Anche quest'anno con la presentazione del Bilancio sento il dovere di ringraziare la struttura e i miei collaboratori che come sempre hanno risposto con la solita professionalità alle scadenze e agli impegni.
Un ringraziamento particolare alla D.ssa Nebbiai senza la quale nessuna cosa sarebbe stata possibile.
Fra poche settimane discuteremo il bilancio consuntivo e presenteremo il bilancio di mandato, in quella sede forse sarà più facile apprezzare anche il lavoro di questi anni.
Signori Consiglieri, vi ringrazio per la pazienza che avete avuto nell'ascoltarmi e spero che affronteremo la discussione con la serietà e lo spirito di collaborazione che la nostra meravigliosa città merita".(fd)