Regolamento regionale per il Commercio. Approvata la mozione che invita la Regione Toscana a emendare su saldi, aperture festive e accorpamenti

È stata approvata all'unanimità dal Consiglio Comunale la mozione presentata dalla commissione sviluppo economico per apportare alcuni emendamenti al testo del nuovo Regolamento Regionale per il Commercio.
"Siamo preoccupati per le modifiche introdotte dalla proposta del regolamento regionale perché possono determinare notevoli mutamenti dell'attuale assetto commerciale ed urbanistico della città - ha commentato il presidente della seconda commissione Francesco Ricci -. Firenze è una città diversa dalle altre città della Toscana, ha delle proprie peculiarità che richiedono delle attenzioni specifiche per evitare che sia snaturata dalle mere logiche di mercato, senza un'adeguata pianificazione comunale che tuteli l'immagine tradizionale e storica di Firenze. Auspico che la commissione regionale che si riunirà mercoledì prossimo per discutere del nuovo regolamento consideri seriamente queste indicazioni".
In particolare, la mozione è stata votata da tutti e 24 i consiglieri presenti e sono cinque le richieste di emendamento rivolte alla terza commissione regionale attività produttive.
Saldi: si chiede uno strumento più flessibile (come delibera di giunta o altro) per decidere il periodo dei saldi, piuttosto che prevedere date fisse di inizio e di fine.
Gallerie d'arte: incentivare la loro presenza soprattutto nelle città d'arte, attualmente sono penalizzate perché regolamentate alla stregua di una media struttura alimentare. Viene richiesta una deroga che permetta di non penalizzarle con l'obbligatorietà di ampie superfici per la sosta dei veicoli.
Aperture festive: rafforzare gli accordi su area vasta per evitare una loro deregulation.
Autorizzazioni dovute: ripensare il meccanismo degli "accorpamenti" per piccoli esercizi considerati con una superficie, a forfait, fino a 250 metri quadri ognuno accogliendo una "pianificazione comunale".
Pianificazione comunale: necessaria l'introduzione di una norma che permetta ai Comuni di definire un proprio piano urbanistico della funzione commerciale come già avvenuto per la somministrazione, concedendo un anno di tempo ai Comuni per adeguarsi.
Intanto domani mattina, l'assessore Silvano Gori proseguirà gli incontri su questo argomento con gli assessori al commercio di Prato, Pistoia e dei Comuni vicino Firenze insieme ai rappresentanti delle associazioni di categoria provinciali e regionali. (uc)