Lettera aperta di Ornella De Zordo e Maurizio Paoli: 'Il sindaco non proceda alla sanatoria del multiplex e del centro commerciale'

Questo il testo della lettera aperta della capogruppo di Unaltracittà/Unaltromondo Ornella De Zordo e di Maurizio Paoli dell'Anec:
"Chiediamo ufficialmente al sindaco Domenici, quale responsabile politico dell'urbanistica, e al responsabile della Direzione Urbanistica Talocchini, di non procedere all'esame della richiesta di permesso di costruire in sanatoria, ove questa fosse presentata dall' Immobiliare Novoli s.p.a., per l'edificio del Multiplex e del centro commerciale. Come è noto, la Magistratura sta ancora accertando natura ed entità delle irregolarità. Se il Comune di Firenze esaminasse la domanda di sanatoria, significherebbe che non tiene in considerazione l'azione della Magistratura; ma allora, avrebbe dovuto da tempo ingiungere la demolizione dell'opera realizzata in assenza del permesso di costruire, come richiesto dal secondo comma dell'art. 132 della LR 1/2005.
La richiesta di sanatoria è del resto una ammissione delle irregolarità commesse, e conferma tutti i dubbi e le osservazioni da noi presentate a suo tempo più volte anche in Consiglio Comunale, dove l'ex assessore Biagi ci ha invece sempre risposto che tutto era assolutamente regolare.
E' invece palese che le irregolarità nella procedura, come anche nella esecuzione dei lavori, riguardano aspetti non secondari. Di fatto il Comune non ha verificato, attraverso il lavoro degli uffici, la congruità dell'intervento non solo rispetto alla strumentazione urbanistica, ma anche nei confronti del contesto urbano: l'istruttoria di una richiesta di permesso di costruire così complessa, avrebbe dovuto accertare, ad esempio, la presenza o meno di "tutti i pareri, nulla osta o atti di assenso comunque denominati", come recita l'art. 83 della LR 1/2005. E nel caso dei permessi per il Multiplex ed il centro commerciale, il Comune ne avrebbe constatato l'assenza.
Inoltre la Magistratura sta valutando l'ipotesi che siano state realizzate svariate migliaia di metri quadrati in più rispetto a quanto ammissibile. A ciò si aggiunga che il Piano di Recupero per le parti inattuate è scaduto il 4 luglio 2008 e che manca a tutt'oggi il parere di fattibilità che andava richiesto prima dell'inizio dei lavori alla Commissione di Vigilanza.
Per tutto questo riteniamo che non sia possibile pensare ad una sanatoria, lasciando ad una asettica procedura amministrativa il compito di sanare in silenzio uno dei più pesanti casi di irregolarità edilizia nella nostra città. Al contrario, riteniamo che delle possibili soluzioni a questa complessa e grave questione, si debba parlare pubblicamente, con iniziative finalmente trasparenti, che tengano conto in primo luogo dell'interesse pubblico e della qualità della vita del quartiere".(fd)