Polizia Municipale. Arrestato extracomunitario irregolare durante un controllo in un cantiere edile del centro storico
Un decreto di espulsione dal territorio nazionale e un ordine a lasciare il territorio italiano già pendevano a carico di Dai Jin Lin, alias Dai Aliu, il cinquantenne cinese, incensurato, arrestato ieri dagli agenti della Polizia Municipale per violazione delle disposizioni che regolamentano l'immigrazione.
Tutto è partito da un controllo di routine all'interno di un fondo commerciale in centro a Firenze dove erano in corso alcune opere edili per il rinnovo del locale.
Gli agenti non hanno rilevato nessuna irregolarità nell'esecuzione dei lavori ma i controlli sono stati estesi anche alle persone presenti.
Un uomo di etnia cinese non ha saputo rispondere ad alcune domande, non ha esibito i documenti di identità ed il permesso di soggiorno.
È stato accompagnato per l'identificazione presso il Comando a Porta al Prato ed è stato sottoposto ai rilevi foto segnaletici e dattiloscopici.
Grazie all'aiuto di un interprete l'uomo ha dichiarato di chiamarsi Dai Jin Lin, nativo della Repubblica Popolare Cinese. Gli agenti hanno accertato che si trovava irregolarmente in Italia, poiché privo di documenti e di titoli validi per la permanenza.
Inoltre, grazie alla comparazione delle impronte digitali, è stato scoperto che l'uomo era già noto alla polizia giudiziaria come clandestino ma sotto il nome di Dai Aliu e lo scorso mese di giugno era stato fermato ed identificato a Montebelluna (in provincia di Treviso).
Dalle verifiche effettuate con le Questure di Firenze e di Treviso è risultato che il cinese non aveva mai regolarizzato la sua posizione in Italia, era sprovvisto di legittime fonti di reddito e nei suoi confronti pendevano un decreto di espulsione dal territorio nazionale emesso dal Prefetto di Treviso ed un ordine del Questore di Treviso a lasciare il territorio dello Stato.
Provvedimenti che erano stati tradotti in cinese e notificati all'extracomunitario che è stato arrestato. La dottoressa Silvia Cipriani (I sezione penale del Tribunale di Firenze) ha confermato l'arresto ed ha disposto il processo per direttissima.
L'uomo ha patteggiato una pena di cinque mesi e dieci giorni di reclusione senza sospensione condizionale della pena, al termine della quale sarà espulso dal territorio italiano. (uc)
Tutto è partito da un controllo di routine all'interno di un fondo commerciale in centro a Firenze dove erano in corso alcune opere edili per il rinnovo del locale.
Gli agenti non hanno rilevato nessuna irregolarità nell'esecuzione dei lavori ma i controlli sono stati estesi anche alle persone presenti.
Un uomo di etnia cinese non ha saputo rispondere ad alcune domande, non ha esibito i documenti di identità ed il permesso di soggiorno.
È stato accompagnato per l'identificazione presso il Comando a Porta al Prato ed è stato sottoposto ai rilevi foto segnaletici e dattiloscopici.
Grazie all'aiuto di un interprete l'uomo ha dichiarato di chiamarsi Dai Jin Lin, nativo della Repubblica Popolare Cinese. Gli agenti hanno accertato che si trovava irregolarmente in Italia, poiché privo di documenti e di titoli validi per la permanenza.
Inoltre, grazie alla comparazione delle impronte digitali, è stato scoperto che l'uomo era già noto alla polizia giudiziaria come clandestino ma sotto il nome di Dai Aliu e lo scorso mese di giugno era stato fermato ed identificato a Montebelluna (in provincia di Treviso).
Dalle verifiche effettuate con le Questure di Firenze e di Treviso è risultato che il cinese non aveva mai regolarizzato la sua posizione in Italia, era sprovvisto di legittime fonti di reddito e nei suoi confronti pendevano un decreto di espulsione dal territorio nazionale emesso dal Prefetto di Treviso ed un ordine del Questore di Treviso a lasciare il territorio dello Stato.
Provvedimenti che erano stati tradotti in cinese e notificati all'extracomunitario che è stato arrestato. La dottoressa Silvia Cipriani (I sezione penale del Tribunale di Firenze) ha confermato l'arresto ed ha disposto il processo per direttissima.
L'uomo ha patteggiato una pena di cinque mesi e dieci giorni di reclusione senza sospensione condizionale della pena, al termine della quale sarà espulso dal territorio italiano. (uc)