Palazzo Vecchio, tornano a splendere le colonne bianche e il fregio affrescato del Cortile di Michelozzo

E'finita la prima fase di restauro del cortile di Michelozzo dentro a Palazzo Vecchio, così come lo allestì Giorgio Vasari nella seconda metà del Cinquecento in occasione delle nozze di Francesco, figlio di Cosimo I de'Medici e di Eleonora di Toledo. Una prima fase importante per ridare lucentezza al fregio sopra le arcate delle facciate del cortile, agli intonaci cromatici, alle basi dei pilastri in pietra serena e ai nove pilastri decorati a stucco monocromo dorato. . I restauri cominciati nell'aprile del 2007(costo 320mila euro) sono stati presentati stamani dall'assessore alla cultura Eugenio Giani insieme all'architetto del servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio Giuseppe Cini, ai progettisti e ai restauratori della ditta S.A.R.
"Un intervento fondamentale - ha detto l'assessore alla cultura Eugenio Giani- che permette di ridare lucentezza a queste colonne meravigliose che il tempo aveva ingrigito. Questo è l'ingresso di Palazzo Vecchio irrinunciabile per turisti e fiorentini".
L'assessore ha annunciato che sposterà il metal detector più avanti sempre nel cortile in modo da interrompere meno il percorso di chi entra. Ha confermato l'utilità di avere due agenti della Polizia municipale al controllo che consente meno fila e più accessi al Museo.
L'intervento complessivo per finire tutto il cortile costerebbe circa 1milione e duecento euro. Circa 300mila euro a lato da suddividere in più lotti. L'intervento appena concluso ha appunto riguardato il fregio affrescato sopra le arcate delle facciate del Cortile, compresi i cinque medaglioni con cornice a rilievo e bassorilievi dipinti, gli intonaci cromatici degli estradossi delle arcate con relativi profili a rilievo, i nove pilastri decorati a stucco monocromo e dorato, le basi in pietra serena dei pilastri, la mensola marcapiano in pietra serena che delimita superiormente il fregio dipinto.
Per quanto riguarda il fregio affrescato la pulitura è stata effettuata con impacchi di resine a scambio ionico. E' stato poi eseguito il consolidamento con impacchi di idrossido di bario, quindi la restituzione estetica che ridà luce ai brani pittorici rimasti fortemente abrasi ma di grande impatto visivo.
Per il restauro dei pilastri e quindi degli ornati a stucco che li rivestono sono state utilizzate metodologie differenziate. I rilievi in succo naturale bianco sono stati sottoposti anch'essi ad impacco, non eseguito sui fondi dorati per non danneggiare lo strato a oro superstite, dovuto ai restauri del Novecento. Il ritocco dei fondi in oro è stato eseguito in modo misurato.
La situazione conservativa in cui si trovava il cortile del Michelozzo è dovuta a molteplici fattori fra cui la forte umidità, i trattamenti inidonei operati nel corso di interventi di restauro progressi e le inadeguate modalità d'uso e di manutenzione dell'ambiente. Dai documenti cartacei e fotografici delle campagne di restauro depositati all'Archivio Storico del Comune si può verificare i vari interventi nel Novecento in particolare nel 1944 per riparare i danni di guerra del portico sud, negli anni cinquanta e sessanta sempre per lotti, ma in modo discontinuo. L'ultimo nel 1993 quando furono restaurate le vedute di Vienna, Innsbruck ed Ebersdorf.
L'apparato decorativo vasariano si sovrappose a quello realizzato nel 1453 da Michelozzo Michelozzi, di cui sono tutt'ora visibili gli elementi in pietra serena. Gli affreschi del Cortile è da attribuire ad artisti della cerchia del vasari come marco da Faenza.(lb)