Università, assessore Nencini: "Inimmaginabile Firenze senza Ateneo. Bandiamo la pantomima nazionale e concentriamoci sugli intessi reali della città"

"Cosa si può fare, concretamente, per cambiare questa pantomima della discussione nazionale? È una pantomima perché noi, in realtà, lavoriamo su uno schieramento precostituito nazionale. Penso che, invece, tutti noi dobbiamo rispondere a questa domanda. Ce la immaginiamo una città come Firenze senza il suo Ateneo? Possiamo immaginare una città come Firenze con un Ateneo fortemente ridimensionato? Io credo di no. Non possiamo ridurre la discussione a «io sto con la Gelmini, io sto contro la Gelmini». Cosa sono i saperi senza l'Ateneo?"È quanto ha dichiarato l'assessore all'innovazione e strategie di sviluppo Riccardo Nencini, durante il suo intervento nel corso della seduta del Consiglio Comunale dedicata all'Università."Se Firenze perde Ingegneria, ricadute negative si avrebbero anche sulle principali aziende cittadine che traggono risorse umane da questa Facoltà – ha proseguito l'assessore Nencini –. Penso alla Menarini, alla General Electric. Ma penso anche al patrimonio editoriale, alla Giunti, ad esempio. Bisogna mettere in campo gli interessi reali della città e si aprirà una discussione che mira a migliorare la capacità competitiva del sistema formativo e della ricerca. Bisogna porsi questo tema e riuscire a competere su questo terreno. Se i tagli previsti incideranno come temiamo, non saremo più in grado di essere competitivi. I migliori Stati hanno anche l'opposizione, non hanno solo il governo. Questa è una sfida che ci riguarda anche al nostro livello. C'è quello che operativamente, concretamente e fattivamente la città fa e deve continuare ad essere. La città, partendo da qui, potrà contare di più anche sulla politica nazionale"."La discussione sull'Università a Firenze non può ridursi su un'opposizione od un sostegno al ministro Gelmini – ha concluso l'assessore Nencini –. Non può esserlo nel Consiglio Comunale che è l'espressione più alta dell'interesse della città. Noi stiamo per Firenze e quindi sosteniamo il suo Ateneo, il suo sviluppo, il suo miglioramento. Per l'elevazione della capacità di ricerca, per dare a questa città una prospettiva nel piano strutturale che fa di Firenze una città dei saperi ma cosa sono i saperi senza l'Ateneo? Noi abbiamo 37 istituti universitari stranieri sul nostro territorio. L'impoverimento dell'Ateneo fiorentino garantirà la presenza di questi istituti o li farà allontanare? Rispondiamo a queste domande e vedremo che c'è una parte solo da acquistare. La difesa dinamica dell'istituzione universitaria, della ricerca e di chi vi lavora dentro. Non vedo altre parti nell'interesse della città". (uc)