Candidatura europei 2016, Giovanni Galli a nome del gruppo PdL: "Vogliamo che Firenze ci sia, ma con la Cittadella e non rattoppando il Franchi"

Questa la dichiarazione del capogruppo del Pdl Giovanni Galli oggi in consiglio comunale

“Spendere 80 milioni di euro per ristrutturare lo stadio Franchi, per garantire a Firenze la candidatura ad ospitare gli Europei 2016, non ha nessun senso. La dislocazione della struttura, la mancanza di viabilità, un quartiere densamente popolato che ha già subito notevoli disagi per i provvedimenti di sicurezza legati alle partite della Fiorentina, sono tutti argomenti che questa giunta non ha minimamente affrontato. Avviare i lavori per ristrutturare il Franchi, significherebbe aprire un nuovo cantiere nel cuore della città e costringere la squadra viola a giocare nei prossimi tre anni in trasferta; tutto questo senza garantire alla città la bontà della candidatura. Troppi sono i deficit rispetto ad altre città italiane che presentano caratteristiche assai più compatibili agli standard fissati dall’Uefa. Oggi, il sindaco Renzi ha cercato di fare un passo avanti per gli Europei, e così facendo, ha solo ottenuto di farne due indietro riguardo alla realizzazione della Cittadella e del nuovo stadio. Prendiamo anche atto, con un po’ di sorpresa, che il primo cittadino ha poteri decisionali sulle scelte economiche del Governo, dal momento che già ipotizza quali e quanti saranno i fondi trasferiti da Roma.
Il gruppo del PdL ha proposto un ordine del giorno alternativo che prevedeva sì la candidatura di Firenze, ma allo stesso tempo l’impegno dell’amministrazione alla realizzazione di un nuovo stadio all’interno del progetto Cittadella: logicamente, è stato bocciato, con l’accusa verso di noi di ‘remare contro’ la città. Ci teniamo a sottolineare che in questi mesi di mandato i proclami del sindaco Renzi sono sempre stati rivolti alla realizzazione del progetto dei Della Valle; oggi, proprio nell’ultimo giorno utile e avendo avuto la documentazione nella giornata di sabato, ci siamo sentiti dire: ‘o si mangia questa minestra o si salta dalla finestra’. Imposizioni non ne accettiamo. Per questo abbiamo scelto il non voto sull’ordine del giorno della giunta, per non far perdere alla nostra città un’irripetibile opportunità”. (fdr)