"Beceri attacchi ai cittadini lettori de ‘Il Giornale'"

"Pieri (PdL): "In Toscana atteggiamenti di stupida contrapposizione ideologica verso chi la pensa diversamente e osa informarsi leggendo un quotidiano"

“I recenti casi di stupida intolleranza verso due lettori toscani de “Il Giornale”, “rei” di acquistare e leggere il quotidiano sono solo una parte degli innumerevoli episodi, molti neppure denunciati, in cui passanti o perfetti sconosciuti apostrofano pesantemente, con insulti e commenti gratuiti, quanti ne esibiscono una copia”.Lo ha detto il consigliere del PdL Massimo Pieri
“Non c’è bisogno – ha continuato Pieri - di dire che simili episodi dimostrano ancora una volta come a Firenze ed in altre parti della Toscana la contrapposizione politica ed ideologica verso il centrodestra si manifesti in forme di becera e stupida insofferenza verso non tanto chi la pensa diversamente, ma solo verso chi “osa” informarsi leggendo le pagine de “Il Giornale”, etichettato subito come “berlusconiano” e dunque passibile di un giudizio pseudo-politico di condanna senza appello. Le pesanti attenzioni sconfinano pure nel personale come nel caso della signora che camminando sul marciapiede di via Borgo Pinti si è sentita indirizzare l’epiteto di “imbecille” condito con l’auspicio di “corna maritali”. Ma ben più grave, nonostante il goffo tentativo di minimizzare l’accaduto da parte del responsabile che ha il solo vantaggio dell’assenza di testimoni, è l’episodio accaduto a Careggi in cui un medico si è permesso di dare del nazista ad un paziente che aveva osato appoggiare sul tavolo una copia de “Il Giornale” ed invitandolo a vergognarsene.
Ma non dobbiamo meravigliarci più di tanto del comportamento del sanitario, tenuto fra l’altro in una struttura pubblica che eroga un servizio pubblico, se poi scopriamo che il medico in questione compare fra i firmatari dell’iniziativa, promossa da “Repubblica”, contro la proposta di legge governativa (già approvata) che liberalizzerebbe l’edilizia e concederebbe, a suo dire, “licenze facili e permessi edilizi fai da te che addirittura decreterebbero la fine delle nostre malconce istituzioni”. Sempre secondo “Repubblica “il territorio, la città e l'architettura non dipendono da un'anarchia progettuale che non rispetta il contesto, al contrario dipendono dalla civiltà e dalle leggi della comunità. La proposta di liberalizzazione dell'edilizia, annunciata dal presidente Berlusconi, rischierebbe di compromettere in maniera definitiva il territorio. Ecco perché c'è bisogno di un sussulto civile delle coscienze di questo paese. Se questa è coscienza…”.

 

(lb)