Pieri (PdL): «Il ritorno in Toscana dell'ultimo discendente di Dante occasione per riparare al torto del mancato conferimento del Fiorino d'Oro»
Questo il testo dell’intervento di Massimo Pieri, consigliere del PdL:
«E’ notizia di questi giorni lo “storico” ritorno di un Alighieri in terra di Toscana dopo 650 anni dall’esilio del sommo poeta.
Il conte Pieralvise Serego Alighieri, noto produttore vinicolo della Valpolicella, ventunesimo ed ultimo discendente diretto di Dante, ha acquistato un’azienda vinicola nei pressi di Montalcino, un podere dal significativo nome di “Bell’Ovile” espressione che il poeta usava per indicare la terra natia nella quale anelava un giorno di ritornare.
Ci pare giusto in questa occasione ricordare come il 16 giugno 2008 il Consiglio Comunale approvò la mozione a firma del sottoscritto e dell’amico Enrico Bosi per la formale revoca della condanna” e per “considerare l’eventualità di conferire in quell’occasione il Fiorino d’Oro o altra onorificenza alla memoria del Sommo Poeta”.
Come si ricorderà il fatto suscitò una larga eco anche internazionale con risonanza sulla stampa europea e non che attribuì particolare risalto alle divisioni ed alle polemiche che si accesero in Consiglio comunale e nel dibattito cittadino.
In quell’occasione il Comune di Ravenna si rese disponibile a partecipare alla cerimonia anche come segnale di riconciliazione per la morte in esilio dell’esule.
Ma il contenuto di certe affermazioni, al limite della diffamazione, riportate dalla stampa fiorentina nei confronti dell’ultimo discendente dantesco, spensero la speranza di potergli conferire il Fiorino d’Oro.
Da quel momento la vicenda è caduta nell’oblio più totale quasi che la città si fosse improvvisamente ricordata della sua indole matrigna nei confronti dell’illustre concittadino.
Un’occasione sarebbe stata rappresentata dalle celebrazioni per i 120 anni dalla fondazione della Società Dantesca Italiana, ma l’Amministrazione fiorentina ha preferito ignorare la circostanza.
Rinnovo per questo l’invito, al Sindaco ed al Presidente del Consiglio comunale, a sanare al più presto questa grave omissione con una cerimonia in Palazzo Vecchio approvando una mozione per conferire al discendente di Dante Alighieri il Fiorino d’Oro assieme alla revoca formale del bando d’esilio».
(fn)