Pieri e Giocoli (PdL): «L'assessore Cavandoli parte male. Dovrà lavorare per promuovere lo sport non per l'Onu»

«L’assessorato allo sport non è l’Onu. E comunque il galateo istituzionale vuole che un assessore aspetti l’insediamento del consiglio comunale e poi vada in commissione a illustrare il suo programma. Solo dopo potrà cominciare a incontrare tutti gli altri soggetti, in questo caso le società sportive». Così i consiglieri Massimo Pieri e Bianca Maria Giocoli (PdL) commentano l’intervista rilasciata dal neo assessore allo sport, Barbara Cavandoli, ad alcuni quotidiani.
«I suoi interlocutori principali – hanno aggiunto i due esponenti del centrodestra – sono i consiglieri comunali. Abbiamo letto con attenzione sul giornale le linee del suo programma. Avremmo preferito ascoltarle dalla sua viva voce a Palazzo Vecchio, in consiglio comunale o in commissione sport».
«Nelle sue prime interviste – hanno proseguito – Barbara Cavandoli ha parlato di lotta al razzismo e al traffico di bambini. Si tratta di impegni giusti e condivisibili ma l’assessorato allo sport non è una sezione delle Nazioni Unite. E gli sportivi, che in città sono migliaia, si attendono risposte concrete e non proclami su come migliorare la vita nel mondo».
«Quanto alla Fiorentina – hanno sottolineato Pieri e Giocoli – ricordiamo al neo assessore che la squadra viola è patrimonio di tutta la città e degli oltre un milione e 600mila tifosi sparsi in tutto il mondo.
Consigliamo infine a Barbara Cavandoli di non seguire la linea del sindaco Domenici, che ha preferito discutere di questioni delicate come quella del nuovo stadio in una stanza di albergo. Invece che nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio, in consiglio comunale. Ovvero davanti a tutta la città». (fn)