Pilotti (presidente commissione pari opportunità): «Far conoscere il lavoro 'invisibile'»
Questo il testo dell'intervento di Rosanna Pilotti, presidente commissione pari opportunità, all'incontro di ieri pomeriggio, in Palazzo Vecchio:
«Ringrazio il MOICA - Movimento Italiano Casalinghe - che da ventisei anni si batte per il riconoscimento del lavoro all'interno della famiglia come scelta di vita o, comunque, condizione vissuta all'insegna della solidarietà quotidiana, per avermi dato la possibilità di intervenire al loro incontro.
Il 7 aprile è la Giornata Internazionale del Lavoro invisibile, quello di cui nessuno si accorge se non quando viene a mancare.
E' quello che per le donne lavoratrici rappresenta un secondo lavoro e che richiede una costante conciliazione con il lavoro esterno retribuito.
Il lavoro invisibile è quello che a volte non riceve nemmeno un grazie!
Qualcuno ha proposto di dare visibilità al lavoro invisibile, almeno per una giornata, distribuendo un comunicato stampa bianco oppure distribuendo volantini bianchi, per strada.
Credo sia giusto dare qualche numero. Quante sono le casalinghe?Secondo l'Istat (2007), questa categoria professionale è composta da 8.256.000 unità; le donne sono il 99,4% .
In media ogni donna dedica 5,78 ore al giorno alla cura della casa, contro le due ore scarse dell'uomo (indagine La voce.info, 2007).
Sono ancora poche quelle che si avvalgono dell'iscrizione all'Inail: appena 2.160.082; è necessario diffondere maggiormente l'invito a sottoscrivere l'assicurazione per poter essere indennizzate.
Vorrei anche attirare l'attenzione sugli incidenti in casa.
Secondo i dati diffusi da INAIL (2007), Istat e Ispesl, gli infortuni domestici causano in Italia, a seconda delle stime, dai 4.500 agli 8.000 morti l'anno.
In generale, l'ambiente più pericoloso è la cucina, seguita dal soggiorno.
Secondo l'indagine Istat multiscopo "Aspetti della vita quotidiana" (2006), gli incidenti in ambiente domestico (riferiti a tutta la popolazione italiana) hanno coinvolto circa 3,2 milioni di persone. Oltre il 60% di questi hanno riguardato le donne.
Spesso gli incidenti domestici sono provocati da una insufficiente consapevolezza dei rischi.
Occorre svolgere un'azione di prevenzione e di conoscenza dei rischi domestici, attivando in tutti i quartieri Laboratori, come già avvenuto nel quartiere 4, dove le persone si incontrano e valutano, anche a livello di condominio, quali possono essere i rischi nelle abitazioni, potenziali luoghi di incidenti.
La conoscenza dei rischi può diventare anche un utile parametro in fase di costruzione delle abitazioni e, per una migliore attività di prevenzione, potrebbero essere coinvolte anche imprese e cooperative di costruttori.
Con una recente sentenza (marzo 2009, sentenza n.6658) la Corte ha accolto il ricorso di una donna vittima di un incidente stradale alla quale era stato riconosciuto solo il danno biologico e morale; la Corte ha affermato che l'occupazione domestica è da indennizzare se non può più essere svolta. Il lavoro della casalinga, anche se non produce reddito (però contribuisce al PIL) è un vero e proprio lavoro "che non si esaurisce nell'espletamento delle sole faccende domestiche, ma si estende al coordinamento della vita familiare".
Dall'incontro odierno è emersa la volontà di realizzare anche a Firenze iniziative già avviate in altre città, quali:
Corsi di formazione "Nelle istituzioni con ottica di genere",
Corso "Pronto famiglia": i piccoli e i grandi saperi della vita quotidiana.
Corsi sul tema "guadagnare salute",
Corsi sulla Cittadinanza digitale»
(fn)
«Ringrazio il MOICA - Movimento Italiano Casalinghe - che da ventisei anni si batte per il riconoscimento del lavoro all'interno della famiglia come scelta di vita o, comunque, condizione vissuta all'insegna della solidarietà quotidiana, per avermi dato la possibilità di intervenire al loro incontro.
Il 7 aprile è la Giornata Internazionale del Lavoro invisibile, quello di cui nessuno si accorge se non quando viene a mancare.
E' quello che per le donne lavoratrici rappresenta un secondo lavoro e che richiede una costante conciliazione con il lavoro esterno retribuito.
Il lavoro invisibile è quello che a volte non riceve nemmeno un grazie!
Qualcuno ha proposto di dare visibilità al lavoro invisibile, almeno per una giornata, distribuendo un comunicato stampa bianco oppure distribuendo volantini bianchi, per strada.
Credo sia giusto dare qualche numero. Quante sono le casalinghe?Secondo l'Istat (2007), questa categoria professionale è composta da 8.256.000 unità; le donne sono il 99,4% .
In media ogni donna dedica 5,78 ore al giorno alla cura della casa, contro le due ore scarse dell'uomo (indagine La voce.info, 2007).
Sono ancora poche quelle che si avvalgono dell'iscrizione all'Inail: appena 2.160.082; è necessario diffondere maggiormente l'invito a sottoscrivere l'assicurazione per poter essere indennizzate.
Vorrei anche attirare l'attenzione sugli incidenti in casa.
Secondo i dati diffusi da INAIL (2007), Istat e Ispesl, gli infortuni domestici causano in Italia, a seconda delle stime, dai 4.500 agli 8.000 morti l'anno.
In generale, l'ambiente più pericoloso è la cucina, seguita dal soggiorno.
Secondo l'indagine Istat multiscopo "Aspetti della vita quotidiana" (2006), gli incidenti in ambiente domestico (riferiti a tutta la popolazione italiana) hanno coinvolto circa 3,2 milioni di persone. Oltre il 60% di questi hanno riguardato le donne.
Spesso gli incidenti domestici sono provocati da una insufficiente consapevolezza dei rischi.
Occorre svolgere un'azione di prevenzione e di conoscenza dei rischi domestici, attivando in tutti i quartieri Laboratori, come già avvenuto nel quartiere 4, dove le persone si incontrano e valutano, anche a livello di condominio, quali possono essere i rischi nelle abitazioni, potenziali luoghi di incidenti.
La conoscenza dei rischi può diventare anche un utile parametro in fase di costruzione delle abitazioni e, per una migliore attività di prevenzione, potrebbero essere coinvolte anche imprese e cooperative di costruttori.
Con una recente sentenza (marzo 2009, sentenza n.6658) la Corte ha accolto il ricorso di una donna vittima di un incidente stradale alla quale era stato riconosciuto solo il danno biologico e morale; la Corte ha affermato che l'occupazione domestica è da indennizzare se non può più essere svolta. Il lavoro della casalinga, anche se non produce reddito (però contribuisce al PIL) è un vero e proprio lavoro "che non si esaurisce nell'espletamento delle sole faccende domestiche, ma si estende al coordinamento della vita familiare".
Dall'incontro odierno è emersa la volontà di realizzare anche a Firenze iniziative già avviate in altre città, quali:
Corsi di formazione "Nelle istituzioni con ottica di genere",
Corso "Pronto famiglia": i piccoli e i grandi saperi della vita quotidiana.
Corsi sul tema "guadagnare salute",
Corsi sulla Cittadinanza digitale»
(fn)