Autovelox, Grassi (Spini per Firenze): "Dire ai cittadini di fare ricorso è un altro modo di far cassa"

Il consigliere: "Non è meglio appurare prima la questione, visto che quanto sollevato dall'ADUC comporterà migliaia di ricorsi?"

"Il ricorso alla Procura della Repubblica inviato dall'ADUC la settimana scorsa parla chiaro: le multe fatte dagli autovelox fissi collocati a Firenze su strade 'non di scorrimento' senza la presenza del personale di Polizia Municipale sono illegittime, in base a quanto previsto dal Codice della Strada.". Lo ha detto il consigliere comunale Tommaso Grassi in risposta all'assessore Massimo Mattei. "Nessuno, come invece sostenuto dall'assessore Mattei, ha detto che gli autovelox localizzati a Firenze siano di per sé irregolari o che non servono a nulla come deterrente in campo della sicurezza stradale, ma la domanda che abbiamo posto, solleva dubbi in merito alla correttezza di centinaia di migliaia di multe che il Comune di Firenze ha elevato su strade 'non di scorrimento' con postazioni fisse e automatiche. L'ADUC ha quindi sottolineato che solo con dispositivi di autovelox alla presenza di un agente potevano essere valide quelle multe. Il Codice della Strada detta le caratteristiche minime affinché una strada possa essere considerata "urbana di scorrimento", caratteristiche che a Firenze si verificano solo in tre casi: viale XI Agosto, via Marco Polo e viadotto dell'Indiano. Abbiamo invece constatato che il Comune, negli anni, anche su strade di categoria "strade interquartiere", che non rientrano nella categoria D, ha installato autovelox automatici e ha elevato le multe per le infrazioni. Gli autovelox di viale Etruria, viale Matteotti, viale Lavagnini, viale Gramsci, via Senese e via Sestese violerebbero la normativa vigente, secondo quanto denunciato dall'ADUC: oggi, ed è per questo che abbiamo sottoposto la vicenda, avremmo voluto essere smentiti dall'Amministrazione così da mettere una parola definitiva sull'intera vicenda. Invece l'unica risposta che ci è stata data è che se i cittadini hanno qualcosa da dire essi potevano fare ricorso: questo è troppo poco da un'Amministrazione che dovrebbe essere equo e corretto nei confronti dei propri cittadini. Continueremo ad approfondire la tematica perché se i ricorsi che sicuramente saranno avanzati dai cittadini e dalle associazioni dei consumatori fossero giustificati, questo porterebbe al Comune non solo una minor entrata dalle multe ma anche una spesa per la notifica, pari a circa 8 euro che se sommata per il numero dei ricorsi potrebbe diventare davvero ingente. Sarebbe quindi grave che di fronte ad una obiezione sollevata pubblicamente il Comune faccia finta di nulla col fine di incassare i proventi delle multe contando che non tutti faranno ricorso e sperando che al Comune derivi comunque un'entrata maggiore alle spese." (lb)