Moschea, Roselli e Bagnai (Pdl): "D'Eugenio si confronti negli organi di rappresentanza invece di utilizzare temi così delicati per visibilità personale"
Questo l’intervento del consigliere comunale Emanuele Roselli e del Consigliere del Q4 Daniele Bagnai
“Dopo le uscite sui campi Rom, il Presidente D’Eugenio cerca nuova visibilità parlando, a sproposito, della moschea”. Questo quanto dichiarato dal consigliere comunale del PdL Emanuele Roselli e dal consigliere al Quartiere 4 Daniele Bagnai.
“Circa l’ipotesi della realizzazione di una moschea a Firenze, si registra un’irrituale presa di posizione di incondizionato favore da parte del Presidente del Quartiere 4 Giuseppe D’Eugenio, che tra le diverse opzioni allo studio registra Viale Nenni, nell’ambito del territorio del quartiere medesimo. Ci pare che il Presidente D’Eugenio sia alla ricerca di visibilità personale piuttosto che essere realmente interessato alla questione moschea - osservano il consiglieri del Pdl-. D’Eugenio, che pur ammette di aver avuto a più riprese contatti con l’imam di Firenze Izzedim Elzir, non ha mai riferito al Consiglio di Quartiere circa le relazioni intercorse e non ha mai avviato un serio confronto istituzionale sul tema moschea, e il fatto che abbia scelto di presentare le sue posizioni direttamente alla stampa pare confermare questa nostra considerazione. La scelta poi dell’imam di ‘accreditarsi’ sul territorio interloquendo con la comunità di base dell’Isolotto e con Enzo Mazzi - che a beneficio di chi teorizza il dialogo tra religioni, andrebbe ricordato essere un sacerdote sospeso ‘a divinis’ - dice del tentativo di cercare scorciatoie da parte della comunità musulmana fiorentina, che certo non fanno bene a un dialogo serio con le istituzioni competenti a valutare la realizzazione o meno di un nuovo luogo di culto sul territorio della città”.
“Riteniamo inoltre - sottolineano Roselli e Bagnai - che in nome della tolleranza e dell’accoglienza, secondo il Presidente D’Eugenio componenti peculiari del Quartiere 4, non si possa accogliere in modo incondizionato l’ipotesi di una moschea. D’Eugenio si comporta più che come una rappresentante delle istituzioni, come un ‘signorotto’ locale, che pensa probabilmente di disporre del territorio a suo libero piacimento”.
“Sul merito abbiamo sollevato già molte considerazioni, dal principio di reciprocità a intransigenti condizioni di trasparenza e sicurezza a salvaguardia di tutta la collettività: rendiamo merito ai fatti se ricordiamo che si sono già verificati episodi in cui, troppe volte, si è verificata commistione tra presunti luoghi di culto e azioni illecite e fuori dai normali canoni di legge. Non vogliamo fare la fine di tante esponenti della sinistra che da teorici della libertà religiosa si sono trasformati in cultori di demagogia e di relativismo culturale” hanno concluso i due esponenti del centrodestra.
(fdr)