Moschea, PdL : "Si ai diritti ma anche ai doveri. No alle provocazioni"

Il punto con l'onorevole Toccafondi, il senatore Amato, la vice capogruppo Giocoli e i consiglieri Roselli, Stella e Tenerani

Si ai diritti ma anche ai doveri. No alle provocazioni. E’ questo il messaggio lanciato stamani da alcuni esponenti del Pdl fra cui l’onorevole Gabriele Toccafondi, il senatore Paolo Amato, la vice capogruppo Bianca Maria Giocoli i consiglieri Emanuele Roselli, Marco Stella e Mario Tenerani sull’ipotesi di una moschea a Firenze apparsa in questi giorni sulla stampa cittadina. “Il PdL – ha detto Toccafondi- difende i diritti sanciti dalla Costituzione fra i quali la libertà di fede e di avere luoghi di culto. Ma ci sono anche i doveri, il rispetto delle leggi comunali, dei regolamenti urbanistici, la libertà di pensiero, quella delle donne e religiosa che prevede anche la possibilità di convertirsi. A noi – ha detto Toccafondi- ci pare una grandissima provocazione. Un uscita a quattro giorni dall’anniversario delle Torri Gemelle, una settimana dall’anniversario della morte della Fallaci 15 settembre), i due minareti come il campanile di Giotto, la facciata come Santa Maria Novella a noi ci sembrano solo una grande provocazione”. Gli esponenti del PdL dicono all’imam di “essere pronti a confrontarsi, ma ci deve essere chiarezza e il rispetto della libertà religiosa deve essere reciproco. E poi quanto grande sarà questa Moschea, l’imam parlerà italiano? Il progetto prevede che vi sia collegato un centro di cultura? Quanto costerà – chiede il senatore Amato- da dove proverranno i fondi, si parlerà la lingua italiana nei sermoni?” Queste sono le domande del PdL che cercano risposta presso l’imam e presidente dell’Ucoii Izzedin Elzzir. Per quanto riguarda l’ipotesi di un referendum (l'unico previsto dallo statuto del Comune) il PdL è d’accordo ma ci vuole comunque un iter ad hoc con tanto di delibera. Come dire che prima il progetto dovrà arrivare sui tavoli del Comune e degli uffici competenti. La vice capogruppo Giocoli rilancia la mozione stilata dal gruppo nel 2005 'tornata più attuale che mai’ in cui si chiede al sindaco di farsi garante verso la comunità islamica. “Troviamo poi singolare che tra i ‘paladini’ della libertà religiosa , vi siano persone che non hanno speso - solo pochi mesi fa – una sola parola in difesa del crocefisso nelle aule scolastiche. “Se esistono posizioni ideologiche sulla questione dicono Roselli, Stella, Tenerani - non sono certo tra coloro che, consapevoli della propria storia e della propria identità, chiedono solamente che venga realizzato e promosso, nei fatti, il principio di reciprocità. In difesa della libertà di tutti”. Gli esponenti del PdL hanno poi posto l’accento sul concetto di reciprocità “Senza una reale principio di reciprocità – hanno aggiunto –, sulla questione moschea sarà difficile arrivare a una soluzione. Non si tratta di una questione ideologica, ma di una diversa e concretissima concezione di persona e di libertà che impedisce a molte persone in molti paesi islamici, di vivere e professare liberamente la propria fede”Il consigliere Stella parla di un “progetto di massima provocatorio e della necessità della reciprocità nei diritti e nei doveri”, Tenerani parla di tattica: “non bisogna sempre giocare in difesa di fronte all’ imam ma anche in attacco e quindi rilanciamo e dialoghiamo”. (lb)