Moschea, Giocoli (PdL): "Non è certo una priorità per Firenze"
“La moschea non rappresenta certo una priorità per Firenze. E prima di parlare di una moschea a Firenze e di dare gambe a questafuga in avanti dell’imam Izzedin, occorrono precise garanzie per la cittadinanza”. E’ quanto dichiara la vicecapogruppo del PdL Bianca maria Giocoli .
“Pur riconoscendo nel nome della libertà e della pluralità religiosa il diritto per ogni comunità di avere un luogo di culto bisogna però anteporre la sicurezza per la nostra gente – ha aggiunto la consigliera –. Il dibattito deve assolutamenteessere preceduto dal soddisfacimentodi precise garanzie in tema di sicurezza e di integrazione. Già nel 2005 si parlò in consiglio comunale della costruzione di una nuova moschea e allora il gruppo di Forza Italia presentò una mozionein cui si chiedeva al sindaco, prima di dare il via libera, di verificare alcune condizioni pregiudiziali al dibattito Moschea sì o moschea no. Poi l’argomento venne accantonato e solo ora viene ripresentato alla città.
Forza Italiachiedeva per esempio di chiedere alla comunità islamicagaranzieprecise qualiper esempio di condannare sempre e comunque il terrorismo, a collaborare con le forze dell’ordinee con l’intelligence italiano, di contrastare il fondamentalismo, di comunicarel’entità e la provenienza dei finanziamenti necessari ala costruzione della nuova eventuale moschea e di assicurare la massima trasparenza circa la natura del centro culturale che promuove tale progetto,specificando a quali paesi islamici facesse riferimento, ad adoperarsi affinché gli iman prescelti a dirigere la moscheafosserodi nazionalità italianae parlassero comunqueitaliano durante le funzioni religiose”.
“Solo dopo che queste garanzie fossero accettate allora si potrebbe cominciare a parlare della realizzazione della moschea, non prima. E in ogni caso subordinandone la scelta ad un coinvolgimento della cittadinanza. Sarà mio compito ripresentare la mozione di Forza Italia del 2005 al consiglio comunale attuale” ha concluso Giocoli.
(fdr)