Iran, in commissione pace e cultura i dissidenti Eshkevari e Khosravi. I presidenti Agostini e Bieber: "Tenere alta l'attenzione"

L'assessore Da Empoli: ""Un altro tassello importante verso il progetto degli Smart Dissidents"

Tenere alta l’attenzione sulla questione iraniana. E’ questo il messaggio lanciato stamani dai due dissidenti iraniani Has Yousefi Eshkevari e Mostafa Khosravi ospiti delle commissioni pace - diritti umani e cultura riunite congiuntamente per ascoltare, accogliere e diffondere il loro messaggio. Anche l’assessore alla cultura Giuliano Da Empoli ha portato il saluto del Comune ai due attivisti iraniani che hanno ricordato come il caso di Sakineh sia l’esempio dell’efficacia sul governo iraniano del tam tam internazionale che si è diffuso come non mai per difendere questa giovane donna dall’atroce condanna alla lapidazione. “Ma Sakineh – hanno spiegato Eshkevari e Khosaravi- è purtroppo una delle più di 200 donne in queste condizioni. Sappiamo anche delle le migliaia di persone che ogni giorno vengono torturate ed uccisi senza prove di reato da un governo che perpetua massacri e atrocità. E’ quindi importante che giungano in Iran segnali forti e unanimi che mettano in difficoltà il governo iraniano come appunto è successo per Sakineh”.
I presidenti delle commissioni promotrici dell'incontro, Susanna Agostini (Pd) e Leonardo Bieber (Pd) dopo aver ringraziato e accolto le testimonianze degli iraniani hanno sottolineato “l’impegno dell’amministrazione per la causa iraniana” e che “è intenzione del Comune approfondire con i diretti interessati la questione iraniana. Sakineh è oggi nel mirino dell'interesse mediatico, ciò ha consentito sia di sospendere ad ora la sua lapidazione, sia di ridurre i riflettori su altri crimini e eventi che comunque imperversano su un popolo che sta dimostrando al mondo intero con tenacia il bisogno di emancipazione civile, democrazia e pace. Sentiamo il dovere di continuare a tenere alta l’attenzione sulla complessità della questione iraniana facendo si che ci sia una conoscenza di quella realtà non mediata da interessi governativi”. L’idea lanciata da entrambi i presidenti è quella di ‘avviare un serrato battage informativo rivolto agli studenti fiorentini, coinvolgendo nella programmazione l’assessorato all’istruzione.
“Questa visita - ha detto l’assessore alla cultura Giuliano da Empoli - è molto importante e conferma l’impegno di Firenze contro ogni forma di dittatura. Fin dal suo insediamento il Comune è stato molto attento e sensibile verso la situazione iraniana: venne esposto un drappo verde per ricordare le vittime, soprattutto giovani e studenti, della repressione governativa per la conferma al potere di Ahmadinejad. Abbiamo colorato di luce verde il David in piazza della Signoria, a Capodanno, e il David a piazzale Michelangelo, la scorsa estate, e abbiamo incontrato a Palazzo Vecchio anche il premio Nobel iraniano per la pace Shirin Ebadi. E naturalmente - ha aggiunto - la nostra costante attenzione è anche rivolta alla vicenda di Sakineh, la cui foto campeggia da agosto su uno striscione appeso fuori dal Palazzo. Questa visita - ha continuato da Empoli - è anche un altro tassello importante verso la realizzazione del progetto degli Smart Dissidents, la ‘casa-rifugio’ per i dissidenti, non solo iraniani, che vogliamo ospitate negli spazi delle Murate. Nell’ex carcere avremo presto 24 posti che riserveremo a tutti li oppositori ai regimi, giornalisti o politici o attivisti, che usano in particolare le nuove tecnologie come internet e social network per comunicare e per far arrivare a noi le loro battaglie
E Agostini e Bieber hanno aggiunto: “Nelle scuole si deve sapere di più ed in modo più argomentato dalle stesse esperienze dirette e personali, in tema di democrazia dei diritti umani in Iran. Eshkevari e Khosravi hanno parlato a lungo delle inaudite violenze fisiche e psicologiche inflitte ai prigionieri politici. In un anno e mezzo sono state fucilate 500 persone. Ci sono quasi 5000 persone arrestate, 4000 sono scappati in Turchia 600 attivisti sono attualmente in carcere in Iran. (edl-lb)

 

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