Bilancio 2010, Stella e Alessandri (PdL): "Mancano oltre 180 milioni di euro dalle alienazioni e dalle ‘strisce viola'. l'Amministrazione contrarrà nuovi mutui?"

"Perché non si è effettuata la ricognizione degli equilibri di bilancio entro il 31 luglio così come proposto dai revisori dei conti del Comune?"

“Ad oggi rispetto al bilancio di previsione 2010 votato dal Consiglio Comunale mancano le entrate dalle alienazioni dei beni immobili e la vendita dei posti auto per un totale di oltre 180 milioni di euro. I revisori dei conti del Comune, nel loro parere, avevano proposto di anticipare la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi e l’equilibrio di bilancio al 31 luglio vista la particolarità di questo bilancio, basato sulle alienazioni: perché non si è ascoltato i revisori?”. E’ quanto domandano i consiglieri del PdL Marco Stella e Stefano Alessandri.
“La legge prevede il termine del 30 settembre per verificare insieme ai revisori dei Conti gli equilibri del bilancio 2010, cosa succederà in quella data? – hanno aggiunto i due esponenti del centrodestra –. Verrà appurato quanti soldi mancano? Nel bilancio preventivo era previsto nel capitolo entrate che il Comune riuscisse a vendere beni immobili per 190 milioni di euro, e che dalla voce vendita posti auto, le famose ‘strisce viola’, riuscisse ad incassare 3milioni di euro.
Ci troviamo nella situazione in cui sembrerebbe che il Comune abbia alienato immobili per ora per un valore di quasi 8 milioni di euro, mentre per le strisce viola siamo ancora a zero, quindi mancherebbero oltre 180milioni di euro nel bilancio. Dove troverà l’Amministrazione i soldi che non ha intascato dalle alienazioni e dalla vendita dei posti auto?”
“Avevamo detto fin da subito – hanno sottolineato Stella e Alessandri – che mettere nel bilancio 190 milioni di euro provenienti dalle alienazioni era una pura follia e che avrebbe di fatto falsato il vero bilancio; infatti dall’elenco fornito dei beni alienabili rilevammo che c’erano immobili che il Comune di Firenze ha ereditato o frutto di alcune donazioni, che lo stesso atto di donazione vincola o alla funzione pubblica, o non prevede la vendita; altri immobili dove hanno sede enti pubblici difficilmente spostabili o che hanno avuto un cambio di destinazione su cui pende una sentenza della Corte Costituzionale e quindi in attesa di definizione come per esempio il Teatro
Comunale e gli immobili di piazzale Michelangelo. Vi sono poi beni su cui sono stati investiti soldi pubblici perché avevano destinazioni e finalità pubbliche, come per esempio l’ex meccano tessile, ed alcuni immobili che il Comune ha già provato a vendere, ma le aste sembrerebbero andate già deserte, come gli appartamenti di piazza Santo Spirito”.
“Anche i revisori dei conti del Comune di Firenze nel loro parere al bilancio preventivo avevano messo in guardia sindaco e giunta, infatti ribadivano a pag. 31 “la congruità, l’attendibilità e la legittimità delle previsioni è fondata sui provvedimenti che l’aminiistrazione si è impeganta ad adottare e sugli obiettivi di vendita del patrimonio immobiliare e la cui mancata realizzazione inficerebbe la realizzazione dei programmi e degli equilibri di bilancio.” E inoltre avvertivano “ sia opportuno avere prudenza nel considerare come effettiva la possibilità di conseguire le entrate derivanti derivanti da tale piano di dismissioni”” hanno aggiunto i due consiglieri.
“Siamo curiosi di sapere come troverà il Comune i soldi che mancano – hanno concluso –, sicuramente tante delle promesse di Renzi verranno meno, tanti investimenti non verranno fatti, tante buche non verranno coperte, ma quello che più ci preoccupa è che per coprire gli spot da campagna elettorale il Comune sarà costretto ad accendere nuovi mutui indebitandosi ancora di più, e gli unici che pagheranno come al solito saranno i fiorentini”.

(fdr)