Concerto di Ligabue, Torselli (PdL): "La Polizia Municipale conferma il divieto di vendita di bibite in lattina"

"Chi ha gestito la vendita all'interno dello stadio violando un'ordinanza del sindaco deve essere punito"

“La Polizia Municipale e il vicesindaco Nardella, rispondendo a una mia interrogazione, hanno confermato che durante il concerto allo Stadio Franchi di Luciano Ligabue, andato in scena lo scorso 13 luglio, la vendita di bibite in lattina era vietato dall’ordinanza del Sindaco N° 360/2010. A questo punto occorre chiarezza sul motivo per cui all’interno dell’impianto giravano dei venditori di birra in lattina per tutta la durata dello spettacolo, in palese violazione dell’ordinanza stessa”. Questo il commento del consigliere del PdL Francesco Torselli.
“La Polizia Municipale – spiega il consigliere di centrodestra – ha confermato rispondendo alla mia interrogazione di aver operato per multare chi trasgrediva l’ordinanza del sindaco, eppure all’interno del Franchi la vendita avveniva regolarmente, come se niente fosse, per mezzo di addetti con tanto di uniforme e porta bibite sul quale erano esposti prezzi e loghi di note bevande, così come accade regolarmente durante le partite della Fiorentina. A questo punto, dopo la risposta di vicesindaco e Polizia Municipale, appare chiaro che chi ha gestito l’impianto sportivo del Franchi durante il concerto di Ligabue ha trasgredito l’ordinanza del Sindaco, violando il divieto di vendita delle bevande, alcoliche ed analcoliche in lattina”.
“La Polizia Municipale – spiega ancora l’esponente del PdL – mi ha anche chiesto di fornire le eventuali foto probatorie per dimostrare l’avvenuta violazione, cosa che farò immediatamente, avendo fotografato personalmente la vendita all’interno del Franchi di lattine di birra ed avendo anche svariati testimoni dell’accaduto”.
“Chi aveva in gestione il Franchi durante il concerto di Ligabue – conclude Torselli – ha violato un’ordinanza del Sindaco, ma non solo, ha creato anche un danno economico alle persone che si recavano allo Stadio, in quanto all’ingresso venivano sequestrate le bibite eventualmente portate da casa dalla gente, per poi venderne altre identiche all’interno dell’impianto a prezzi decisamente maggiorati. Un brutto gesto che necessita di chiarezza immediata”.

(fdr)