Sguanci e il Pd: "La mia fedeltà al partito è assoluta, le mie battaglie le faccio da dentro"
“Non ho mai pensato di uscire dal Pd, verso il quale la mia fedeltà è assoluta, perché io le battaglie le faccio da dentro”. “Sono convinto che per arrivare a vincere e governare il nostro Paese bisogna guardare all’elettorato di centro”. La precisazione e la proposta arrivano dal consigliere Maurizio Sguanci (Pd) che ha inteso chiarire alcune interpretazioni apparse sulla stampa (“La mia posizione è quella riportata correttamente dal comunicato presente in rete civica”, ha ribadito), ma ha voluto far conoscere anche il suo pensiero su altre questioni, prima fra tutti l’ingresso in maggioranza del Gruppo Spini: “Sono convinto che lo spessore culturale, l’esperienza politica e amministrativa di Spini sarebbero un arricchimento per la maggioranza che governa Firenze e un sostegno importante per il sindaco Renzi. Da tempo mi sono adoperato affinchè ciò potesse avvenire, chiedete pure a Valdo”.
Detto della politica locale, il consigliere Sguanci segue con attenzione il dibattito all’interno del Pd a livello nazionale: “Quando nasce un partito nuovo, nuova deve anche essere la classe dirigente. Cosa che invece non è avvenuta nel Pd al momento della sua fondazione. Lo dico da tempo che si è trattato di una ‘fusione a freddo’: più che la somma fra due partiti, ho visto una somma di vizi. Per vincere serve discontinuità e un nuovo e diverso rapporto con l’elettorato. Stop ai candidati scelti dalla direzione nazionale che ci fanno perdere. Basta citare i casi di regioni importanti come il Piemonte, il Lazio, la Calabria. Per fortuna ci sono anche percorsi diversi che hanno portato, ad esempio in Puglia con Vendola e a Firenze con Renzi, risultati esaltanti”.
“Sono stato l’ultimo segretario della storica sezione Ds Gozzoli-Santi e il primo della stessa sezione diventata Pd – aggiunge Sguanci – e sono stato un sostenitore del partito ancor prima che nascesse. Ma voglio un partito veramente nuovo dove non sentir dire dai dirigenti ‘tutti assieme, basta vincere’ oppure formare alleanze che rispondono solo a logiche di segreteria. Poi i risultati si vedono: dopo aver governato il centrosinistra è stato punito dagli elettori”.
Una ricetta Sguanci non ce l’ha, ma ricorda che “a sinistra del Pd i numeri sono quelli, non si va oltre. Nuovo Ulivo va bene, a patto che si guardi con attenzione all’elettorato di centro. Per vincere e governare le alleanze vanno fatte al centro e lo dice uno che ha militato nel Pci, nel Pds e poi nei Ds”. “Nel futuro prossimo, a ottobre – conclude Sguanci – abbiamo la grande opportunità dei congressi. Lì vedremo veramente che partito vogliamo”.(fd)