Cruccolini (SEL): "Il taglio dei corsi scolastici al carcere di Sollicciano ennesima riprova dei danni inflitti alle fasce deboli della popolazione da questo governo"
“Un’ulteriore riprova del danno che i tagli della manovra operata dal Governo nel settore della scuola sta infliggendo a una fascia debole della nostra società, così come è avvenuto per il tempo pieno, per il sostegno scolastico per i diversamente abili, per il licenziamento degli insegnanti precari, è emerso in queste ultime ore: un taglio anche ai corsi scolastici del carcere di Sollicciano”. Questa la dichiarazione del capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà Eros Cruccolini.
“Ritengo che questa sia complessivamente una situazione non più sostenibile alla quale dobbiamo ribellarci – ha aggiunto Cruccolini –. Quindi: sostegno pieno alla protesta dei detenuti e degli insegnanti che non potranno proseguire i loro corsi nel Carcere, e soprattutto apprezzamento per la disponibilità prontamente dichiarata dall'assessore Di Giorgi. Mi colpisce invece la contraddittorietà delle dichiarazioni dei parlamentari radicali, che si indignano, ma, anziché richiamare il Governo ai suoi doveri, invocano l'aiuto delle istituzioni locali; pensano davvero che i problemi che questo Governo provoca, possano continuare ad essere risolti da rocambolesche strategie messe in atto dagli Enti locali? Così il Governo continuerà tagliare ifinanziamenti ai servizi destinati alle fasce deboli della popolazione, i genitori rinunceranno pian piano silenziosamente altempo pieno o all'appoggio per le necessità dei diversamente abili, i precari perderanno il lavoro, ed i detenuti (loro poi!!!) cosa dovrebbero fare? Andare a scuola quando escono dal carcere? Non sarebbe meglio fare emergere le ‘falle’ di un sistema che dichiara di ‘non frugare in tasca ai cittadini’ e che invece ogni giorno che passa li spoglia di ciò che è indispensabile?”.
“Sono meravigliato anche dal silenzio dei parlamentari e dei consiglieri del PdL – ha concluso il capogruppo di SEL –. Su queste tematiche non si esprimono mai. Certo, forse perché i detenuti non possono votare e pertanto non hanno nessun ‘peso politico’”.
(fdr)