Tempo pieno, l'assessore Di Giorgi: «L'accordo tra il sindaco Renzi e il Ministro Gelmini è reale ed effettivo»

«L’accordo tra il sindaco Renzi e il Ministro Gelmini è reale ed effettivo. Chi afferma il contrario evidentemente non si è bene informato». E’ quanto ha dichiarato l’assessore all’educazione Rosa Maria Di Giorgi.
«Dal Ministero – ha spiegato l’assessore – arriveranno dieci insegnanti che garantiranno il tempo pieno in altrettante classi. Per le 14 sezioni rimanenti il tempo pieno sarà coperto grazie all’impegno profuso dai dirigenti scolastici fiorentini che sono riusciti a coprire il fabbisogno di ore utilizzando gli insegnati a disposizione anche se questo comporterà uno ‘spezzettamento’ dell’orario che sicuramente non va a vantaggio della qualità dell’insegnamento. Sono già stati individuati anche gli istituti dove inviare i dieci nuovi insegnanti frutto dell’accordo: tra questi la Kassel-Villani, Capponi, Anna Frank, Don Milani, Mameli, Matteotti, le scuole di Coverciano e Settignano».
«L’amministrazione comunale – ha aggiunto Rosa Maria Di Giorgi – ha fatto il possibile per non lasciare a casa i bambini e rispondere alle richieste di numerosissime famiglie, lavorando in modo positivo con i dirigenti scolastici. Il Ministro Gelmini, apprezzando questo sforzo, ha riconosciuto la peculiarità di Firenze, unica città metropolitana della Toscana, con un tasso di immigrazione altissimo e con situazioni per le quali l’assenza di classi di tempo pieno avrebbe provocato problemi notevoli di natura sociale, difficilmente superabili».
«Le polemiche sollevate a fronte di questo accordo – ha proseguito l’assessore all’educazione - sono del tutto fuori luogo e fini a se stesse. Che cosa avrebbe dovuto fare Firenze, rifiutare gli insegnanti che venivano messi a disposizione? I posti riservati alle scuole fiorentine fanno parte di un ‘pacchetto’ nazionale che non incide sui numeri sui quali sta lavorando l’ufficio scolastico provinciale».
«Credo che da parte del sindacato – ha concluso Rosa Maria Di Giorgi - sarebbe stato più utile tenere distinti i piani: da un lato ci sono le giuste osservazioni relativamente ai tagli e alla carenza di investimenti nella scuola pubblica, dall’altro la questione del tempo a Firenze. L’amministrazione ha risolto il grave problema cui si sarebbero trovate di fronte centinaia di famiglie in una città che da sempre risponde alle esigenze di buona parte della provincia: oltre il 10% dei bambini che frequentano le nostre scuole sono residenti in Comuni limitrofi. Risolvere, quindi, problemi a Firenze significa, in parte, risolvere anche quelli dell’area circostante». (fn)