Vaccinazioni, l'assessore Saccardi: "Campagna informativa per le famiglie straniere"
“Anche per quanto riguarda le vaccinazioni, i figli dei cittadini stranieri devono avere le stesse opportunità dei bambini italiani. Per questo con la Asl stiamo pensando ad un campagna di sensibilizzazione verso le famiglie straniere, anche in collaborazione con le diverse comunità presenti a Firenze. Le statistiche ci dicono che nella nostra città la situazione è buona, ma sono sempre troppi i bimbi stranieri che non risultano essere stati vaccinati entro i 24 mesi di vita: su questo dobbiamo cercare di intervenire”. Sono le parole dell’assessore alla Salute Stefania Saccardi, che in questi giorni ha discusso di questo tema con la dottoressa Maria Grazie Santini, responsabile dell’Ufficio igiene e sanità pubblica della Asl.
I dati della ‘copertura vaccinale’ sui bambini residenti nel Comune di Firenze nati nel 2006 (in tutto 2925, di cui il 18.9% non italiani) dimostrano che complessivamente la copertura per la vaccinazione ‘esavalente’ (è pari al 92% (e raggiunge il livello minimo previsto); ma se per i bambini italiani si arriva al 95% della copertura, per quelli stranieri la percentuale non supera l’80%. Una percentuale che si abbassa ulteriormente e scende al 75% se si considerano solo le vaccinazioni per Mpr (morbillo, parotite e rosolia) e per MenC (meningococco); mentre per i bimbi italiani si supera il 90%.
La bassa copertura dei bambini stranieri fa ritenere che le loro famiglie risentano maggiormente della mancata ‘chiamata attiva’, che per i nati nel 2006 non era del tutto in funzione. Si tratta di uno strumento riconosciuto sicuramente efficace per aumentare l’adesione alle vaccinazioni, che prevede l’informazione ai genitori dei nuovi nati mediante un depliant informativo distribuito da tutti i punti nascita dell’Azienda Sanitaria, dai punti vaccinali territoriali e dai pediatri di famiglia. Il depliant riporta il calendario regionale delle vaccinazioni, con informazioni specifiche su ogni vaccinazione proposta e le modalità di prenotazione tramite CUP. Per i bambini immigrati esistono inoltre percorsi facilitati, con consultori pediatrici dedicati e la presenza di mediatori culturali.
Il quartiere 1, che ha il maggior numero di bimbi stranieri residenti, è quello che registra la copertura più bassa; mentre il quartiere 5, che viene secondo per percentuale di stranieri, ha una copertura più elevata rispetto a quella del quartiere 3. Questa disomogeneità si spiega anche con la elevata percentuale di soggetti non raggiungibili (considerati quindi non vaccinati, ma il cui stato vaccinale è in realtà sconosciuto); “Per questo – spiega l’assessore Saccardi – pensiamo di incrociare i nostri dati con quelli della Asl e di coinvolgere la Polizia municipale per verificare l’esatto domicilio delle famiglie immigrate”. Anche perché molte di queste, dopo il primo anno di età, tendono a rimandare i loro figli nel paese d’origine, dai nonni o altri parenti, e probabilmente non aggiornano lo stato anagrafico.
“In questo quadro – conclude l’assessore - pensiamo che sia anche importante il supporto che potrebbero dare le associazioni delle varie etnie; per questo cercheremo di coinvolgerle nei progetti che organizzeremo con l’Azienda sanitaria”.
(ag)