Torselli (PdL): "Trent'anni fa la rivolta nei cantieri navali di Danzica. Dopo le parole pronunciate ieri, Renzi condanni a nome di Firenze la tirannide comunista"
“Proprio ieri, celebrando la liberazione di Firenze, Il Sindaco Renzi ha parlato di ‘compleanno della libertà’, ed oggi di compleanni della libertà se ne celebra un altro, quello di tutta l'Europa dalla tirannide comunista. Aspettiamo con ansia le parole del primo cittadino di condanna, a nome di tutta la città di Firenze, del comunismo e delle sue orrende dittature che hanno insanguinato l'Europa per mezzo secolo”. Così il consigliere comunale del PdL Francesco Torselli in occasione del 30° anniversario della rivolta ai cantieri navali di Danzica capeggiata da Lech Walesa.
“Il sindaco ha detto ieri - prosegue Torselli - che tra verità ed atrocità, Firenze vuole stare dalla parte della verità e proprio per questo sarebbe bello che oggi Firenze condannasse quell'atrocità rappresentata dal comunismo che della negazione della verità ha fatto da sempre la propria bandiera. Firenze ama la libertà, e la giornata di oggi di trent'anni fa diede il via a quell'ondata di rivolte popolari che riportarono appunto la libertà in quella parte d'Europa che aveva conosciuto l'oppressione comunista dalla fine della seconda guerra mondiale. E da una città che guarda all'Europa come Firenze, deve arrivare un degno ricordo di questo importantissimo episodio storico”.
“A tal proposito - aggiunge l'esponente del PdL - presenterò una mozione in consiglio comunale per conferire, vista la passione del governo cittadino per questo strumento, la cittadinanza onoraria a Lech Walesa, uno dei principali attori della lotta europea al comunismo, nella speranza che il consiglio tutto si riconosca nelle grandi gesta di questo personaggio”.
“Nel corso delle celebrazioni della liberazione di Firenze - conclude Torselli - Renzi si è detto felice di non essere la terza generazione del Terzo Reich; credo che alla stessa maniera possiamo dirci felici di non essere la terza generazione cresciuta sotto l'occupazione comunista”.
(fdr)