Anniversario della Liberazione, Torselli (PdL): "Renzi contro la pacificazione nazionale. Il solito discorso da estremista che incita all'odio e alle divisioni"
“Come l'anno scorso, anche quest'anno il discorso del Sindaco Matteo Renzi in occasione del 66° Anniversario delle Liberazione di Firenze va esattamente nella direzione opposta rispetto a quella pacificazione nazionale che sinceramente auspicavamo”. Questo il commento di Francesco Torselli, consigliere del PdL.
“Inutile che il sindaco faccia finta di non capire le motivazioni per le quali il sottoscritto stamattina ha preferito ricordare l'anniversario al cimitero di Trespiano - spiega Torselli - che non sono né dettate dalla volontà di riscrivere la storia, né da ossessioni revisioniste: credo solo, e ne sono convinto, che dopo 66 anni e tante stagioni di odio, sia venuto il momento di ricordare la Guerra Civile celebrando i vincitori, ma anche dimostrando pietà per i vinti. Il Sindaco invece preferisce ogni anno criticare la mia scelta, ribadendo quella visione manichea della storia che lo fa assomigliare, in questa occasione, a un convinto estremista marxista”.
“Anziché ricercare quell’unità nazionale che la Guerra Civile aveva cancellato - aggiunge il consigliere di centrodestra - ancora oggi, dopo 66 anni, Renzi preferisce rimarcare le divisioni, schierando la Firenze dei buoni con Radio Cora e con i 5 Ragazzi di Campo di Marte, e la Firenze dei cattivi con la Banda Carità e i delatori di ebrei. Renzi non sa, o forse finge di non sapere, che al cippo commemorativo di Radio Cora deponeva ogni anno una corona di fiorigià il Movimento Sociale negli anni '90, e questa è la grande differenza tra chi ambisce davvero al superamento di una stagione d'odio e chi sa di non poter fare a meno della retorica antifascista per fare breccia in una certa sinistra. Comunque, il sindaco si è dimenticato di dire che Firenze, dopo la liberazione, si è distinta anche per altri primati, come quello degli omicidi compiuti per vendetta verso i familiari di chi era stato fascista, per le fucilazioni e le torture dei prigionieri accusati di aver collaborato con i fascisti, e per le umiliazioni subite dalle donne che non si erano schierate con i partigiani”.
“Questo atteggiamento da estremista da parte di un sindaco con la storia politica di Renzi - conclude Torselli - sinceramente mi stupisce; mi stupisce già meno l'elogio ai cambiamenti di idea avuti nel corso degli ultimi anni dal Presidente della Camera dei Deputati, ormai autentico ‘mito’ della sinistra, evidentemente anche di quella renziana, da troppo tempo orfana di un vero leader”.
(fdr)