Abbonamenti, Grassi (Spini per Firenze): "Ataf ha raccontato menzogne ai fiorentini. Persa ogni credibilità nella società pubblica"

Ripristinare subito la tessera mensile per lavoratori e giovanissimi

“Si tratta di un gravissimo esempio di scorrettezza da parte di Ataf, che ha raccontato nelle ultime settimane menzogne ai fiorentini, dichiarando che al posto dell’abbonamento mensile per i lavoratori sarebbe stato possibile, da agosto tramite una convenzione tra datore di lavoro e Ataf, ottenere un abbonamento annuale da 220 euro – lo ha detto il consigliere Tommaso Grassi (Spini per Firenze) intervenendo ai microfoni di Lady Radio –. Le riduzioni applicate in caso dell’abbonamento annuale per i lavoratori in realtà sono assai ridotte, e oscillano, in base al numero dei dipendenti, tra i 7 e i 10 punti percentuali, con un costo che può ridursi al massimo a poco meno di 280 euro”.
“E’ impensabile – ha aggiunto Grassi – che si possa continuare a credere ad una dirigenza di una società pubblica che decide gli aumenti tariffari da sola, senza alcun preavviso o concertazione con i propri soci e dando un preavviso minimo ai cittadini che usufruiscono dei propri servizi, e persino si permette di annunciare novità che si rivelano menzogne. Non siamo d’accordo né con gli aumenti tariffari imposti unilateralmente da Ataf né tanto meno con l’abolizione degli abbonamenti per lavoratori e giovanissimi, che vanno a penalizzare giovani, precari, pendolari e
lavoratori dipendenti. Già nelle scorse settimane di fronte alla decisione presa da Ataf, con l’obiettivo di limitare i disagi ai cittadini e mettere un freno ai rincari, avevamo, fin da subito, chiesto almeno di facilitare e affrettare le procedure per attivare le convenzioni tra privati e Ataf, che avrebbero permesso ai dipendenti di accedere all’annunciato, e adesso annullato, abbonamento annuale da 220 euro”.
“Adesso siamo fortemente preoccupati – dice ancora Grassi – per questa sorprendente notizia arrivata nella giornata di ieri, che provocherà ulteriori aumenti e allontanerà ancor più lavoratori dal mezzo pubblico. Nel caso in cui sia stata sottoscritta una convenzione con Ataf gli aumenti per i lavoratori saranno oltre il 20% sul costo rispetto alla soluzione mensile in vigore fino a luglio scorso, con l’ulteriore obbligo di pagare in una sola volta quasi 300 euro per un periodo continuativo di 12 mesi; e in caso di mancata intesa tra datore di lavoro e Ataf, a settembre per i lavoratori si tradurrà in un rialzo del 75% del costo del proprio abbonamento, che da 20 euro al mese passerà a 35: così si penalizzano, per di più in un periodo di crisi, i lavoratori e specialmente coloro che sono giovani, precari, pendolari o dipendenti di piccole aziende. Pretendiamo che Ataf immediatamente ripristini la possibilità di acquistare l’abbonamento mensile per i lavoratori e da settembre anche quello per gli studenti under 15: non possiamo accettare che il prezzo di un servizio pubblico dipenda dalla volontà del proprio datore di lavoro di convenzionarsi o no con Ataf. Ricordiamo al Comune stesso che se Ataf non ripristina l’abbonamento mensile, anche i suoi stessi dipendenti, in assenza della convenzione, saranno costretti a pagare 35 euro al mese per utilizzare il mezzo pubblico”.
“Stiamo notando – ha concluso Grassi – sempre di più come Ataf venga gestita dalla propria dirigenza senza alcuna prospettiva a lungo raggio e in maniera del tutto improvvisata: si tratta di un servizio pubblico e come tale deve essere gestito. – conclude Grassi - La sensazione che sta prendendo sempre più campo, anche tra i fiorentini, è che la dirigenza di Ataf rinuncia a gestire correttamente la società pubblica, rendendo meno efficiente e meno  economicamente sostenibile il servizio pubblico, dando la colpa oggi alla situazione del bilancio ereditato, domani ai costi per la gestione della tramvia, e dopo domani ai tagli del Governo, che purtroppo ci saranno e presto ne sentiremo gli effetti”.(fd)