Fittante passa all'IdV, le lettere dei consiglieri Pd Borselli, Gallo e Livi

Questi i testi delle lettere che i consiglieri comunali del Pd Andrea Borselli, Giampiero Gallo e Claudia Livi hanno scritto a Giovanni Fittante dopo il suo passaggio al gruppo IdV.

 

ANDREA BORSELLI

Caro Giovanni,

Mi ero ripromesso di non entrare nel merito della tua scelta di aderire all’IDV ma oggi leggendo la tua intervista al Corriere mi sento il dovere di dire qualcosa anche e soprattutto perché pensavo di poter contare sulla tua presenza per rafforzare il profilo riformista della nostra azione all’interno del gruppo e del partito.
Se queste erano le tue intenzione, come affermi nell’intervista, non puoi dire che all’interno del PD c’è un problema relativo alla capacità di sviluppare un’azione riformatrice e poi aderire all’Italia Dei Valori che a me sembra uno dei più grossi ostacoli che ha il Partito Democratico e tutti i moderati nello sviluppare una azioneriformatrice che permetta al centrosinistra di conquistare la maggioranza degli elettori.
Faresti meglio a chiamare le cose con il loro vero nome, la storia dell’ulivo e dei passati tentativi sviluppati intorno a Prodi non c’entra niente con la rozzezza del pensiero di Di Pietro, con il quale immagino ti sia confrontato prima di aderire all’IDV. Diciamo che hai colto un’occasione sperando di accrescere la tua visibilità e il tuo peso personale.
Non è reato ed ognuno la giudica come crede ma non raccontare la storiella delle mozioni e quant’altro perché avendo partecipato alle discussioni, che democraticamente si sono sviluppate all’interno del gruppo, mi sembra semplicemente ridicolo che tu dopo un anno dalle elezione abbia lasciato il partito democratico adducendo queste motivazioni. Semmai, prova almeno una volta a fare autocritica e renditi conto dei modi e dell’atteggiamento che hai sempre tenuto nel promuovere le tue idee.

Un cordiale saluto
Andrea Borselli

 

GIAMPIERO M. GALLO

Caro Giovanni,
ammetto di essere rimasto turbato dalla tua decisione, dai tempi e dai modi che hai scelto; una scelta personale che non condivido ma che rispetto.
Nell’augurarti buon lavoro in questa nuova fase di impegno politico, permettimi di svolgere alcune considerazioni, anche per chiarire certe mie prese di posizione.
Ritengo che ‘andare avanti in ogni caso’ sia meno importante dell’obiettivo di affrontare i problemi che riteniamo importanti per la città, e di farlo come gruppo, sfruttando questa occasione per creare un laboratorio di idee sviluppate con metodo e soprattutto condivise. Lasciami dire che nel Gruppo PD ho sempre espresso le mie idee, accetto perplessità e contrasti da parte dei colleghi, nella convinzione che un lavoro di sintesi sia sempre migliore della somma delle parti e che se le distanze iniziali sono rilevanti, occorre discutere ancora, non ‘andare avanti in ogni caso’. Non mi sento stretto al suo interno, io che non provengo né dai DS né dalla Margherita: pensa che non avendo io frequentazioni pregresse, per molti colleghi non riuscirei nemmeno a dire quali appartenessero all’una o all’altra componente precedente. Nel Gruppo ci siamo sempre confrontati: nello specifico, e nel recente, ti ho espresso le mie perplessità sulla tua mozione onnicomprensiva sulla ciclabilità. Non credo che il tuo passaggio all’IDV me la farà considerare meno generica: mancando un passaggio intermedio del confronto nel nostro Gruppo, temo che il risultato finale dell’ ‘andare avanti in ogni caso’ sia esattamente lo stesso.
Infine, una breve considerazione numerica: conti molto semplici mi dicono che, anche ad ammettere che tu avessi completo controllo sui quasi seicento voti di preferenza da te riportati, un loro travaso ex ante all’IDV non avrebbe fatto scattare il quorum di un secondo seggio al partito al quale hai aderito. Il turbamento a cui facevo riferimento all’inizio è legato ad una domanda:sapendo che il tuo seggio di consigliere comunale è riconducibile ai quasi settantamila voti espressi per il PD, questo cambio di casacca non ti crea qualche problema di coscienza nei confronti del voto liberamente espresso?
Con la stima di sempre
Giampiero M. Gallo
 

CLAUDIA LIVI

Caro Giovanni,
ti invio questa breve considerazione attraverso il gruppo che provvedera’ a inoltrartela al tuo indirizzo mail personale.
Non sono rimasta affatto sorpresa della tua decisone, perche’ era evidente che tu ci stessi puntando abbastanza. La cosa che mi amareggia e’ che e’ altrettanto evidente che il gruppo – nella tua testa e in quella di molti – ancora non esiste. Non esiste l’idea di collegialita’, di discussione e di condivisione, e prova ne sono le tue dichiarazioni alla stampa, in cui ti sei molto lamentato che le tue iniziative non passassero. Come se in qualche modo non potesse essere previsto un rimodellare l’azione politica in modo da mediare fra posizioni anche diverse.
Sai quale e’ la mia posizione rispetto a iniziative – anche tue – che sono partite senza che ne sapessimo nulla: l’ho detta piu’ volte, fino alla ( mia, per lo meno) nausea. Io ce l’ho parecchio presente il valore del gruppo, che considero un arricchimento e non una briglia, anche quando mi costringe a mordere il freno. E rispetto a questa tua ultima iniziativa, pur rispettabilissima, mi colpisce il fatto che non hai mai esternato il tuo disagio o il tuo ripensamento sui valori fondanti del PD. Che tu non abbia mai sentito il bisogno di discuterne con noi, mentre invece non hai avuto scrupoli nell’attaccare a testa bassa chi non la pensava come te su questioni non fondamentali, scatenando anche imbarazzanti battibecchi in aula.
Certamente adesso dovrebbe essere piu’ facile per te, visto che il gruppo IdV e’ composto per lo meno attualmente di 2 persone: ma trovo che questo atteggiamento sia la mortificazione della politica e che ripercorra la strada ( ahime’, gia’ ampiamente battuta dal Presidente del Consiglio Berlusconi) della politica “personale”.
Ti auguro in ogni caso miglior fortuna
Claudia Livi
 

 

(mf)