Il cordoglio dell'assessore Di Giorgi per la scomparsa di Mario Piccioli: «Un uomo di pace che ha dedicato la sua vita a raccontare ai giovani la tragica esperienza dei lager»

«Un uomo di pace che dopo aver vissuto l’orrore dei campi di sterminio ha dedicato il resto della sua vita a raccontare quella tragica esperienza ai più giovani. Grazie a persone come lui è stato possibile tramandare intatta, alle nuove generazioni, una delle pagine più drammatiche della nostra storia». E’ quanto ha dichiarato l’assessore all’educazione Rosa Maria Di Giorgi per la scomparsa di Mario Piccioli, presidente dell’Aned di Firenze (Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti).
«Come ci ha insegnato Primo Levi – ha aggiunto l’assessore – ciò che ‘è accaduto, potrebbe accadere di nuovo’ perché la memoria tende a svanire e tutto rischia di confondersi e di perdersi nelle nebbie di un qualche revisionismo, tanto di moda negli ultimi anni. Poi con il tempo e con la scomparsa degli ultimi superstiti qualcuno potrebbe essere tentato di dire che la Shoa non è accaduta o che fu un' altra cosa. E’ già successo, purtroppo, fortunatamente con scarsi risultati grazie anche alla passione civile di uomini come Piccioli».
«Era così forte il suo impegno – ha ricordato Rosa Maria Di Giorgi – che oltre a collaborare alle viste ai lager nazisti organizzate dalla provincia di Firenze e raccontare la sua esperienza in molte scuole fiorentine, Piccioli pubblicò, nella collana del Comune di Firenze ‘Memoria-Memorie’ le sua testimonianza nel volume ‘Da San Frediano a Mauthausen’ a cura di Bruno Confortini».
«L’aveva previsto George Orwell nel suo libro ‘1984 – ha concluso l’assessore all’educazione - quando ipotizzava che ‘il potere’ avrebbe anche cambiato continuamente i testi di storia in modo che le nuove generazioni imparassero solo quello che ‘il potere’ voleva. Gli ex deportati come Piccioli hanno consegnato a noi non solo racconti ma soprattutto una tenace, insopprimibile fiducia nell' umanità che, sono certa, li ha sostenuti nel ripercorrere, instancabilmente, la via della memoria. La memoria della Shoah, per Piccioli e gli altri testimoni di quell’orrore, è un monito per tutti a difendere con vigore l' uguaglianza, le libertà individuali e civili, la solidarietà, la partecipazione». (fn)