Campi rom, Roselli e Torselli (PdL): "Altri 25mila euro per il Poderaccio. Negli ultimi 6 anni spesi oltre 14 milioni di euro"
“Più di 25 mila euro per nuove tubazioni nel campo Rom del Poderaccio: con questa spesa i soldi spesi dall’amministrazione comunale negli ultimi sei anni per i campi rom supera i 14 milioni di euro”. Questo quando dichiarato dai consiglieri del PdL Emanuele Roselli e Francesco Torselli.
“Il Comune si lamenta per i tagli del governo ma intanto continua a spendere per i campi rom che si stanno dimostrando una ‘non soluzione’ al problema dell’integrazione e al superamento di comportamenti troppo spesso al limite della legalità – aggiungono i due esponenti del centrodestra –. In particolare, nel 2004 Palazzo Vecchio ha speso 4.862.169 euro; l’anno successivo, 2.120.000; nel 2006, gli euro spesi sono stati 1.915.000; l’anno dopo, 1.875.000 euro tondi; nel 2008, la spesa è stata di 1.657.000 euro. L’anno scorso, la Giunta ha stanziato 1.474.000 euro, e in questi primi mesi del 2010 sono già stati spesi 358.319 euro. A questi numeri si aggiungono, con il provvedimento dirigenziale n. 6580, altri 25.000 euro. Le continue ed ingenti spese che l’amministrazione comunale continua ad avere per il mantenimento e la gestione dei campi rom deve costringere chi di dovere ad aprire una riflessione seria su questo problema che da tempo il centrodestra continua a denunciare. E non vogliamo solo denunciare come vengono spesi i soldi dei cittadini, ma anche sottolineare l’inefficacia di questa impostazione assistenzialista che il centrosinistra continua da anni a difendere e a portare avanti con i soldi dei cittadini. E’ sotto gli occhi di tutti come la questione rom a Firenze stia tutt’altro che migliorando: dopo 6 anni e ben 14 milioni di euro spesi non si sono raggiunti risultati significativi sotto l'aspetto dell'integrazione culturale e dell'inserimento sociale”.
“Del resto, l’impostazione assistenzialista del campo rom, tanto cara a questa sinistra, per sua natura produce risultati opposti all’integrazione – sottolineano ancora i due consiglieri –. Perché impegnarsi per uscire da una situazione in cui tutto è dovuto e gratuito (servizi, luce, acqua, gas, ecc…)? Ecco quindi che i risultati che si ottengono vanno nella direzione opposta rispetto a quelli che si dichiara di voler perseguire e il rischio di creare veri e propri ghetti all’interno della città è sempre maggiore. Occorre invece avviare e scommettere su percorsi di responsabilità, nel rispetto di regole, persone e cose. Per questo i sussidi, se proprio ci devono essere, devono essere limitati e temporanei così come avviene, per esempio, nell’esperienze delle ‘case famiglia’ o delle realtà di accoglienza. Perché con i rom l'amministrazione si comporta in altro modo? Come mai non si fanno pagare luce, acqua e gas? I rom hanno i soldi per auto, televisioni e roulotte e non hanno i soldi per pagare i servizi e le utenze? Se è davvero così allora come fanno a sopravvivere? Senza corresponsabilità, anche economica, non ci potrà mai essere integrazione”.
“L’amministrazione comunale inoltre non può transigere sul rispetto della legalità: chi è sorpreso a delinquere o fuori dai canoni della corretta convivenza civile deve essere identificato e immediatamente espulso dai campi rom. Non possiamo poi continuare a chiudere gli occhi riguardo a situazioni di sfruttamento minorile, di assenteismo scolastico o sugli ancora frequentissimi episodi di microcriminalità. Occorre quindi avviare un censimento serio riguardo alla frequenza scolastica dei ragazzi e allo stato occupazionale degli adulti. Chi non è in grado di inserirsi nella società maturando una formazione scolastica o rifiutandosi di lavorare onestamente deve essere allontanato e non continuare a godere dei sussidi pubblici. Il Comune deve responsabilizzare e sostenere chi è intenzionato seriamente ad integrarsi e non continuare a spendere i soldi dei cittadini per chi decide volontariamente di vivere ai margini della società e della legalità”.
“Presenteremo nei prossimi giorni una interrogazione per sapere quante persone sono presenti nei campi rom e quante di queste hanno ad oggi un regolare lavoro” concludono Roselli e Torselli.
(fdr)