Commissione Pari Opportunità, Livi e Giuliani (Pd): "No a schermaglie politiche pretestuose e al far finta di non capire"
“Duole molto vedere certe dichiarazioni rilasciate anche da stimate colleghe che si prestano a schermaglie politiche pretestuose anche quando queste riguardino “solo” le pari opportunità.
Diciamo “solo” non certo per sminuire l’argomento delle pari opportunità, a noi molto caro così come a tante-tante donne, ma sovente è tale invece la sua percezione sia in ambito politico che diffusamente fra i media”. E’quanto affermano le consigliere del Pd Claudia Livi e Federica Giuliani. “E’ singolare – spiegano le consigliere- che si faccia finta di non capire quale sia la questione che si chiede venga corretta e che invece non si vorrebbe correggere, dato che è stata sottolineata più volte anche in commissione, e cioè l’attuale attribuzione della presidenza della VIII Commissione Consiliare Pari Opportunità del Comune di Firenze ad una persona non eletta nel Consiglio Comunale di Firenze.
E’assolutamente una stortura normativa che non trova giustificazione politicamente perché non riconosce il ruolo preminente di chi è stato eletto, e normativo dato che come sancisce l’art.27 del nostro Statuto le commissioni, che appunto sono consiliari perché composte da consiglieri/e, eleggono come previsto dall’art.18 del Regolamento del Consiglio Comunale un consigliere alla presidenza della stessa.
In punto di diritto molti altri appunti potrebbero essere sollevati per l’errata interpretazione dell’art.14, 2 comma del Regolamento del Consiglio sopra richiamato che rimandando ad un ulteriore regolamento per disciplinare la Commissione Pari Opportunità, correttamente sottolinea: “…..fermo restando che le attribuzioni e le prerogative della Commissione stessa sono le medesime delle altre commissioni permanenti”.
Non volendo mortificare ulteriormente le aspettative delle componenti di tale commissione che loro malgrado, come noi, si ritrovano coinvolte in questa discussione per errori precedenti, certe che tutte noi non aspettiamo altro che riprendere i lavori, non è accettabile che per altre convenienze e veti incrociati sia eluso il legittimo riconoscimento di chi si è impegnato in una competizione elettorale e si deroghino ruoli e status che le norme, lo Statuto e il Regolamento riconoscono agli eletti”
(lb)