Taxi, Stella (PdL): "Un errore equiparare le licenze straordinarie a quelle ordinarie prima della sentenza del Consiglio di Stato"
“A parte i punti della delibera che sono positivi per il sistema Firenze, l'utenza ed i lavoratori (lotta all'abusivismo degli ncc, implementazione delle forme di trasparenza tariffaria e delle forme di fluidificazione della viabilità), anche se programmatici e non immediatamente efficaci, considero un vero errore la delibera di Giunta che lunedì verrà in consiglio, e che si incardina sulla incomprensibile volontà dell'Amministrazione Renzi di trasformare le licenze S (straordinarie) in licenze ordinarie, dunque i taxi gialli in bianchi”. Questa la dichiarazione del consigliere del PdL Marco Stella.
“Un vero errore – ha aggiunto Stella – che potrebbe provocare danni economici immensi al Comune di Firenze, visto che la situazione riguardante le 60 licenze S è sub iudice; il Consiglio di Stato deve ancora pronunciarsi nel merito del ricorso. Di fatto, la delibera modifica la situazione giuridica e sostanziale di queste 60 licenze S, portando il loro orario lavorativo con radio da 5 ad 8 ore (e fra 10 mesi a 12 ore). Quindi, queste verranno ad avere una redditività ben maggiore rispetto ad oggi. Conseguentemente, per le casse comunali fiorentine, qualora il Consiglio di Stato arrivasse a sentenza, confermando quella negativa del Tar, l'Amministrazione fiorentina si vedrebbe richiesta di 60 azioni di risarcimento danni per un'attività non commisurabile secondo gli standard attuali, ma secondo quelli ben più remunerativi della nuova delibera”.
“Vista la situazione – ha sottolineato ancora il consigliere di centrodestra –, il buon senso suggerirebbe di vedere la sentenza del Consiglio di Stato onde evitare di sottoporre le casse comunali a rischi risarcitori maggiori rispetto agli attuali. Non basta infatti aver aggiunto 60 nuove licenze straordinarie per aver svolto un buon servizio nei confronti della città e degli utenti. Il consiglio comunale deve porsi come obiettivo una riforma complessiva del servizio taxi che non deve più essere un tabù ma la priorità. Per permettere ai consiglieri di lavorare in maniera adeguata servono, però, servono degli approfondimenti che più volte ho sollecitato e che mai sono arrivati, un vero studio sul servizio taxi. In particolare, è necessario sapere quanti sono i taxi in rapporto ai residenti e ai turisti e quante sono le licenze taxi nelle altre città italiane in rapporto ai residenti. Poi, serve uno studio per definire le caratteristiche della domanda, gli equilibri del mercato e le modalità di contatto. Soprattutto, deve essere definito il volume e la tipologia di domanda insoddisfatta e la sua distribuzione territoriale, affinché si arrivi all'aumento effettivo dell'offerta taxi”.
“Tutti questi dati – ha concluso Stella – non sono mai arrivati né nella commissione competente né in consiglio: su quali basi, dunque, l’amministrazione ha deciso l'aumento delle licenze? Per tutti questi motivi sono contrario alla delibera in questione: prima di affrontare qualsiasi questione che riguarda il servizio taxi, era necessario fare uno studio che permettesse di effettuare interventi veramente necessari al servizio, e non modifiche che sembrano più casuali che studiate”.
(fdr)