"La lotta alla rendita è la vera sfida che l'Amministrazione comunale ha voluto lanciare alla città"

Intervento del vicesindaco Nardella alla sessione speciale della International Summer School on Social Banking

“La finanza etica – per citare un noto proverbio cinese – è quello strumento che anziché ‘dare un pesce a un uomo per nutrirlo per un giorno, può insegnagli a pescare per nutrirlo per tutta la vita’”. Lo ha detto il vicesindaco Dario Nardella nel suo intervento di saluto nel Salone de’ Dugento in Palazzo Vecchio alla sessione speciale della International Summer School on Social Banking (che riunisce 12 Banche Etiche di tutta Europa) che in questi giorni si sta svolgendo a Firenze.
“Siamo lieti di ospitarvi in questo luogo suggestivo e simbolico – ha aggiunto il vicesindaco Nardella – e per questo vorrei ringraziare l’Institute for Social Banking e Banca Popolare Etica per aver pensato questo appuntamento nella nostra città che da sempre ha coniugato il proprio sviluppo economico artistico e culturale con un sistema finanziario e bancario che lo ha supportato. Firenze infatti è una città che – insieme alle altre realtà città toscane – è stata al centro del primo sistema finanziario europeo. E’ a questa terra che si fa risalire la nascita della ‘nota di banco’ una prima forma di deposito che veniva firmata dagli orefici fiorentini. Il Fiorino d’oro nel XV secolo si affermò come una delle principali valute all’interno dei mercati europei ed il Banco dei Medici ha rappresentato, per tutto il quattrocento, la più grande e famosa banca d’Europa”.
Per tutte queste ragioni per il vicesindaco Nardella è necessaria una riflessione più approfondita sull’attuale sistema del credito e sui valori che lo devono ispirare: “Oggi è quanto mai attuale confrontarsi sui valori e le regole che sovraintendono al sistema finanziario mondiale dopo una crisi che proprio nella finanza ha visto il suo principale motore e data l’assoluta centralità che la finanza ricopre nell’economia mondiale. Da essa non dipende solo la tenuta di qualche singola azienda ma la sostenibilità economica, sociale ed ambientale dell’intero pianeta”. E qui cita l’articolo 41 della Costituzione: “L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.
“Il credito – ha detto ancora il vicesindaco – può essere uno strumento fondamentale per l’attuazione concreta del principio dell’utilità sociale dell’impresa, ribaltando o mitigando il principio di garanzia del soggetto debitore con quello della validità e sostenibilità del progetto da finanziare, alla sua capacità di diventare un moltiplicatore economico e sociale. E’ in questo senso che le banche possono diventare alleate principali dello sviluppo, delle migliori idee, del progresso globale. Il sistema creditizio non può più limitarsi a gestire la rendita. La lotta alla rendita – intesa come speculazione improduttiva in termini di economia reale e di ricaduta sociale – è la vera sfida che la nuova Amministrazione fiorentina, ha voluto lanciare alla città. Firenze è, in fondo, come una banca con i suoi forzieri stracolmi di oro (l’immenso patrimonio artistico e culturale che ha accumulato negli anni) e che non può più limitarsi a sfruttare in maniera parassitaria ma deve essere in grado di trasformare in strumenti di benessere diffuso, in termini sia economici che sociali. In poche parole l’obiettivo è mettere a disposizione le ricchezze della città per il benessere di tanti e non solo di pochi privilegiati”.
“E’ proprio il premio Nobel per la Pace 2006 Mohammad Yunus – ha concluso il vicesindaco Nardella – a ritenere il credito ‘un diritto umano che può cambiare la vita a tutte le persone’. Questa riflessione significa, oggi, riuscire a ribaltare l’approccio culturale con il quale si fa credito, trasformando la finanza che ‘affama i popoli’ in uno strumento di libertà degli individui e delle comunità”.(fd)