18° anniversario strage via D'Amelio, la presidente Agostini: «Facendo chiarezza su quella vicenda si potrà fare nuova luce sui mandanti a ‘volto coperto' dell'attentato di via Georgofili»

«E’ anche facendo chiarezza sulla strage di via D’Amelio che si potrà fare nuova luce sui mandanti a ‘volto coperto’ della strage di via dei Gerogofili». E’ quanto ha dichiarato Susanna Agostini, presidente della commissione pace e solidarietà per il 18° anniversario della strage nella quale persero la vita il procuratore Paolo Borsellino e gli agenti della scorta Emanuela Loi, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli, Eddi Walter Cusina e Agostino Catalano.
«Ricordando i servitori dello Stato uccisi dalla Stato – ha aggiunto Susanna Agostini – vogliamo dare il nostro contributo a lottare contro ogni forma di dimenticanza, quell’atteggiamento di chi archivia la memoria e la mette in un cassetto, in naftalina. E la tiene conservata perché non disturbi».
«C’è un passato oscuro e complicato – ha proseguito la presidente della commissione pace e solidarietà – da ricostruire con le inchieste giudiziarie, fin dove è possibile fare. La verità sulla strage di via D’Amelio servirà sicuramente a dare impulso alle indagini condotte dai magistrati della procura di Firenze che stanno ancora cercando di dare un nome ed un volto a chi, insieme a Cosa Nostra, dette il via alla stagione delle autobombe che, nel 1993, insanguinò, oltre la nostra città, Milano e Roma».
«Le indagini sulla morte di Borsellino e degli agenti della scorta sono state riaperte – ha concluso Susanna Agostini – non possiamo che augurarci che abbiano uno sviluppo efficace e convincente. La lotta alla mafia riguarda tutti noi e le indagini devono andare avanti per stabilire la verità. Ce lo impone l’esempio morale e professionale di Paolo Borsellino e dei suoi ‘angeli custodi’». (fn)