'Un anno diVino', a Firenze il vino diventa cultura, piacere e arte
Tre iniziative, ‘Vinoingiardino’, ‘Vinum nostrum’ e ‘Wine town’, un unico comune denominatore. E’ ‘Un anno diVino’, il modo in cui Firenze sceglie di celebrare il vino e i migliori produttori italiani, ma vuole anche far riscoprire o scoprire quell’universo di cultura, piacere, tradizione, filosofia e arte che sta dietro a una delle bevande più famose al mondo.
Un anno diVino è stato presentato oggi in Palazzo Vecchio dal vicesindaco Dario Nardella, dal presidente di Wine Town Francesco Spanò, dalla sovrintendente al Polo Museale Cristina Acidini e dagli ideatori del progetto Vinoingiardino, Umberto Montano, amministratore di MoBa (Monumenti Bardini Servizi) e Renato Gordini, segretario generale della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron.
“Per la prima volta alcuni protagonisti della cultura e dell’enogastronomia si mettono insieme e provano a fare squadra con i loro progetti, nati in tempi diversi con obiettivi diversi ma con un unico filo conduttore, il vino - ha sottolineato il vicesindaco Dario Nardella - dimostrando che Firenze non è sempre la città dei Guelfi e dei Ghibellini e che fare le cose insieme è possibile”.
“Con questa iniziativa - ha aggiunto il vicesindaco - intendiamo mandare anche un messaggio culturale ed educativo: il vino non deve essere inteso come abuso, ma come bevanda di qualità da degustare e non da usare come shot per ubriacarsi. Tutti gli appuntamenti sono legati a informazioni e promozione della cultura, della storia, e della qualità del vino, senza lanciare messaggi sbagliati, soprattutto ai più giovani”.
Si parte con ‘Vinoingiardino’, dal 20 al 22 luglio, che nasce con la doppia ambizione di rappresentare sia il mondo dei migliori produttori italiani, sia le infinite dimensioni culturali che al vino si riferiscono. Si tratta di tre giorni dedicati alla degustazione dei migliori vini italiani, con 55 selezionati produttori (20 i toscani), affiancati da una serie di conferenze/conversazioni coordinate dal giornalista Davide Paolini. Si inizia martedì 20 con Giuliano da Empoli e Attilio Scienza che parleranno di ‘Paura’; il 21 con Arnaldo Colasanti, Baldissera Di Mauro, Massimo Donà su ‘Elogio dell’imperfezione’; il 22 con Oliviero Toscani per ragionare sul detto ‘In vino veritas’. Per partecipare (orario 17,30 – 22) occorrono due distinti biglietti. Obbligatorio (10 euro) per entrare a Villa Bardini (Costa San Giorgio 2), facoltativo per degustare, con 15 euro, tutti i vini in mostra. Solo se emesso dal box office di Palazzo Pitti, il biglietto consente di visitare anche la mostra Vinum Nostrum, il giardino di Boboli e la Galleria del Costume. Dopo le 18,30 (quando musei e gallerie chiudono) si entra solo da Villa Bardini. Informazioni sul sito www.vinoingiardino.it.
La mostra ‘Vinum nostrum’, organizzata dal Polo museale in collaborazione con il museo Galileo e la sovrintendenza ai beni archeologici di Napoli e Pompei, sarà aperta da martedì prossimo fino al 15 maggio 2011 e tratterà di arte, scienza e miti del vino nelle civiltà antiche del Mediterraneo. La bevanda viene riscoperta come piacere, rito di comunione, mezzo di ebbrezza o culto. In esposizione reperti originali, sculture, affreschi e mosaici accompagnati da apparati multimediali e video che racconteranno la millenaria storia della vite e del vino e la rilevante influenza esercitata sulla cultura degli antichi. Seguendo un andamento cronologico, la mostra illustrerà l’origine della viticoltura nel vicino Oriente, la sua piena affermazione con relativi significati simbolici, religiosi e culturali nel mondo ellenico, per esempio con il culto di Dioniso, fino alla produzione e diffusione del vino su ampia scala operata dai Romani. Non mancherà una riflessione sull’evoluzione delle tecniche di coltura e sulle forme di convivialità che il vino ha fin dall’antichità ispirato.
Dal 30 settembre al 3 ottobre sarà invece la volta di ‘Wine Town’, incontro internazionale con i produttori di vino di qualità che vuole sottolineare il ruolo di Firenze come una delle nove capitali del mondo del vino. L’evento è promosso dal Comune e dal comitato omonimo con la consulenza dell’Associazione italiana sommelier e dell'Associazione dimore storiche italiane. Per quattro giorni Firenze riscopre il vino d’autore: piazza Pitti sarà la piazza internazionale che ospiterà le altre otto capitali del vino mondiali ovvero Bilbao, Bordeaux, Christchurch, Città del Capo, Mainz, Mendoza, Porto e San Francisco. Ma i visitatori saranno invitati a scoprire il vino anche in chiostri e palazzi del centro storico, dove le degustazioni inizieranno al mattino e la giornata si snoderà tra musica e teatro. All’interno di Wine Town si colloca anche Ruralia, la manifestazione agro-culturale che quest’anno traslocherà al parco delle Cascine. Per informazioni www.winetownfirenze.com. (edl)