Alta velocità, Razzanelli (Lega Nord) presenta il ricorso per bloccare tunnel e stazione Foster
Un esposto al tribunale amministrativo regionale «per bloccare i tunnel del treno ad alta velocità e la stazione Foster». A presentarlo il capogruppo della Lega Nord-Toscana Mario Razzanelli.
«Il sopralluogo di ieri al cantiere con l’ingegner Bocchimuzzo – ha spiegato il consigliere dell’opposizione che questa mattina, in Palazzo Vecchio, ha illustrato i contenuti dell’esposto insieme all’avvocato Gianluca Conti, ai consiglieri regionali Dario Locci e Gianluca Lazzeri e il capogruppo in Provincia Marco Cordone - ha lasciato aperti tutti i problemi di queste opere, giacché l’ingegnere non solo non ha risposto in modo esauriente alle questioni da me sollevate, ma ha pure affermato che la legislazione italiana è talmente complessa che talvolta risulta impossibile rispettare al 100% tutte le disposizioni normative esistenti. Poiché Bocchimuzzo ha dichiarato che i lavori si fermeranno solo con l’intervento dei carabinieri, faremo il possibile per accontentarlo».
«Quando incontrerà Moretti e Rossi – ha aggiunto il capogruppo della Lega Nord – il sindaco Renzi dovrà pretendere la sospensione dei lavori in attesa della conferenza dei servizi necessaria per concludere l’iter autorizzativo. Se questo non avverrà spontaneamente, Renzi ha tutte le carte in regola per emettere un’ordinanza di sospensione dei lavori. Come il sindaco ha già affermato pubblicamente, la città non si può sbudellare».
L’avvocato Conti ha spiegato i presupposti giuridici su cui si fonda il ricorso: «Si tratta di 15 motivi di ricorso per altrettante violazioni a leggi e regolamenti in materia ambientale: per la stazione Foster manca del tutto la ‘valutazione di impatto ambientale’, poiché la valutazione fatta nel 1999 sul primo progetto di stazione dell’alta velocità non può essere ritenuta valida».
«Il progetto attuale - secondo il legale - ha subito modifiche sostanziali, nel 2003 e in sede di progetto esecutivo, che richiedevano un’autonoma via, com’è avvenuto per il solo scavalco. Certe lacune non possono essere superate con i pareri emessi dall’osservatorio ambientale, il quale ha esclusivamente funzione di monitoraggio del rispetto alle prescrizioni di via e non è competente a escludere la necessità di una nuova via. La realizzazione del tunnel lede i diritti dei proprietari delle case che si trovano lungo il percorso: avrebbero dovuto essere destinatari di una regola procedimento di esproprio che al momento non è neanche iniziato. Nel progetto esecutivo manca un luogo di smaltimento per 1,5 milioni di metri cubi di terra. I lavori non possono partire finché questo problema non sarà risolto».
Sempre secondo l'avvocato Conti «la necessità di "rallentare" la produzione di terre di scavo è uno dei motivi per i quali si scava una galleria alla volta, raddoppiando i tempi dei lavori, perché non si sa dove smaltire la terra che due frese produrrebbero contemporaneamente. La via, inoltre, richiede un’assoluta trasparenza idraulica, ovvero che la falda e i suoi flussi rimangano invariati dopo la realizzazione dell’opera».
«Il modello matematico di flusso – si sottolinea nel’esposto - dovrebbe ricostruire fedelmente il flusso delle acque nel sottosuolo, in modo da dimostrare che tutto rimane inalterato. Tutto ciò manca o è insufficiente, tant'è che sono state trascurate le perdite dell’acquedotto pari a 6 milioni di metri cubi d'acqua. Soprattutto, il progetto esecutivo è diverso da quello approvato a suo tempo dalla conferenza dei servizi».
«Di conseguenza – sottolinea l’avvocato Conti - non vi è un provvedimento che autorizza alla realizzazione delle opere in discussione, senza una nuova conferenza dei servizi. In conclusione, l’Osservatore ambientale ha autorizzato l’inizio dei lavori pur in presenza di evidenti violazioni alle prescrizioni della originaria via e sottolineando, comunque, la necessità di un nuovo passaggio in conferenza di servizi per l'approvazione delle modifiche in sede esecutiva».
«Siamo di fronte – ha commentato il consigliere regionale Locci - a un caso evidente di arroganza del potere, poiché si sta procedendo con i lavori senza rispettare i requisiti minimi di legalità. Se siamo in presenza di uno Stato di diritto, il ricorso non potrà che essere accolto».
«I nostri gruppi consiliari in Comune, Provincia e Regione – hanno annunciato gli esponenti della Lega - faranno squadra per centrare questo obiettivo». (fn)