Cantiere Tav, Grassi (Spini per Firenze): "Utilizzo di macchinari non previsti, limiti di rumore superati e lavorazioni rumorose dalle 7 alle 22 anche di domenica"
“Le lavorazioni nel cantiere di Campo di Marte possono durare anche 24 ore, dal lunedì alla domenica, 7 giorni su 7. E dalle 7 alle 22 possono essere eseguite attività rumorose, salvo deroghe che aumentano ulteriormente l’orario consentito”. È quanto afferma Tommaso Grassi (Spini per Firenze) riportando quando riferito da Rfi nel corso del sopralluogo effettuato dalle commissioni consiliari ambiente e lavoro questa mattina nel cantiere Tav.
“I cittadini della zona già da ora che ancora non sono partiti i lavori per la realizzazione del tunnel vero e proprio, devono subire, a causa delle autorizzazioni rilasciate, livelli di rumore elevati e periodi di lavori no-stop, resi ancor più critici dai numerosi sforamenti che sono stati rilevati da Arpat nei mesi scorsi – spiega Grassi –. Le Ferrovie hanno sostenuto ancora stamani che i lavori che si stanno realizzando nel cantiere di Campo di Marte sono lavorazioni inserite nel piano di cantierizzazione per le opere propedeutiche al lotto 2. Arpat a giugno invece ha affermato che nel cantiere si stanno realizzando le opere del lotto 2, ovvero le vere e proprie opere e non più solo quelle propedeutiche. Stamani si è voluto giocare sul termine ‘propedeutiche’, che se riferito alla galleria è corretto, ma secondo la divisione dei piani, non può essere riferito alla realizzazione di diaframmi e di un pozzo che rimarrà per sempre”.
“A maggio e giugno Arpat ha rilevato, e segnalato al Comune, la presenza di macchinari, per la precisione una benna mordente per la realizzazione dei diaframmi e del pozzo lancia fresa, che non era inclusa nell’elenco consegnato all’Osservatorio Ambientale e che superava nettamente i limiti imposti dal cantiere. Ebbene – sottolinea il consigliere di Spini per Firenze – oggi Rfi ha confermato che il macchinario presente infatti ha una emissione doppia rispetto al macchinario previsto. Rfi motiva, sostenendo che avendo ridotto il numero dei macchinari da due ad uno solo il rumore prodotto è simile e non hanno quindi ritenuto di valutarne il maggiore impatto. Una spiegazione che abbiamo contestato in quanto Arpat ha rilevato nel cantiere due benne mordenti una da 109dbA e una da 110dbA. E comunque, anche se la macchina fosse una soltanto, a nostro parere per la configurazione del diverso scenario e delle differenti fonti di rumore, sarebbe stata necessaria prima dell’uso rivedere le simulazioni per i limiti di rumore. Si tratta di una ennesima modifica non concordata – precisa Grassi – frutto anche della carente attenzione da parte degli enti preposti, fatta eccezione per Arpat, che non controllano a sufficienza la coerenza e la correttezza delle lavorazioni e anche qualora informati spesso adottano i provvedimenti in maniera tardiva ed insufficiente, contribuendo ad aumentare disagi e danni alla salute dei cittadini e illegittimità nei cantieri”.“Ancor più grave è l’atteggiamento dei Rfi ed Italferr che, scaricando la responsabilità su Nodavia e sulle ditte realizzatrici, negano che vi siano stati controlli di Arpat e una diffida del Comune: diffida che indica come illegittimo l’uso per oltre 2 ore del macchinario presente nel cantiere. Come si fa – si domanda l’esponente di Spini per Firenze – a non sapere della difformità del macchinario quando il cantiere è gestito da Italferr e il macchinario da oltre 2 mesi si trova nel cantiere?”.
“In questi giorni i residenti di via Mannelli, via del Pratellino, via Marconi, via Campo d’Arrigo e largo Gennarelli, devono subire sforamenti dei limiti del rumore per l’uso dei macchinari, come rilevato da Arpat nei mesi scorsi, per la passività di coloro che dovrebbero reprimere e perseguire coloro che commettono violazioni gravi e non rispettano le leggi. Ma non ci diamo per vinti. Continueremo a chiedere i documenti e le analisi effettuate, sperando comunque che si possa ripensare all’intera opera, tunnel e stazione. E fino alla fine dei lavori – conclude Grassi – dedicheremo particolare attenzione a ciò che può provocare danni e disagi ai cittadini, nell’ottica della salvaguardia della salute e della tutela dell’ambiente”. (mf)