Variantona, Giocoli (PdL): «Serve a sbloccare il piano delle alienazioni ma per incassare i soldi passeranno mesi»
«Il ‘variantone’ serve a sbloccare il piano delle alienazioni ma ci vorranno molti mesi perché il Comune possa incassare i proventi delle vendite». Lo ha detto Bianca Maria Giocoli, vicecapogruppo del PdL.
«Se è vero quello che ci ha comunicato l’ingegner Parenti, questa mattina in commissione urbanistica – ha spiegato l’esponente del centrodestra – ovvero che gli effetti del voto sulla delibera del ‘variantone’ poi si fermano comunque, in attesa dell’approvazione del piano strutturale, allora queste alienazioni sono e restano solo sulla carta e per un po’ nelle casse del Comune non entrerà un euro. Non dimentichiamo che il piano strutturale dovrebbe essere varato non prima del gennaio 2011 anche se, ottimisticamente, il sindaco Renzi predice che il via libera del consiglio comunale arriverà in ottobre. Immobili come la palazzina Coppi, in centro storico, e l’edificio di via Marconi non possono essere venduti se prima non viene fatto il cambio di destinazione, condizione indispensabile per l’alienazione. Ma perché se il piano delle alienazioni è stato fatto a febbraio solo ora arriva la delibera di variante?»
«L’ufficio urbanistica, che è stato in ‘letargo’ per un anno – ha rilevato Bianca Maria Giocoli – improvvisamente si è svegliato e ha ‘partorito’ una serie di delibere tra le quali questa: lo spettro è la data del 24 luglio, giorno nel quale, proprio perché non è ancora stato varato il piano strutturale, si bloccheranno gli interventi più importanti.
«E’ bene ricordare – ha proseguito la vicecapogruppo del PdL – che il blocco dell’urbanistica è dovuto solo ed esclusivamente a lotte intestine nella sinistra, all’inchiesta giudiziaria sull’area di Castello e alle dimissioni dell’allora assessore Biagi e a rimetterci sono i cittadini e le casse del Comune.
Inoltre non ci possono presentare la delibera come un atto che contiene una serie di banali errori e errorucci, roba da poco: non è cosi dato che nell’elenco ci sono anche immobili a destinazione pubblica che devono essere venduti o pezzi importanti della città come lo stabile che ospitava l’ex ospedale Meyer». (fn)