61° raduno a Monte Giovi, l'assessore Di Giorgi: "Da quelle montagne i partigiani sono scesi per costruire la pace, la democrazia e scrivere la Costituzione"

“Da quelle montagne i partigiani sono scesi per costruire la pace, la democrazia e scrivere la Costituzione. Il miracolo che portò tanti italiani a combattere nella Resistenza si rinnova ancora: tenendo vivo il ricordo, in modo che i più giovani crescano sapendo che cosa sono stati il fascismo e il nazismo e siano sempre attenti nel difendere i valori repubblicani”. E’ quanto ha dichiarato l’assessore all’educazione Rosa Maria Di Giorgi a proposito del ‘61° raduno dei partigiani e dei giovani’ che si concluderà domani sul Monte Giovi.
Dopo l'8 settembre 1943 Monte Giovi fu uno dei luoghi dove i primi ‘ribelli’ si aggregarono in formazioni partigiane. E' qui che si formarono alcune delle più famose brigate di patrioti che attirano nella zona centinaia di giovani provenienti da Firenze e dal Mugello
Fra i primi gruppi partigiani ci fu il ‘Gruppo Pontassieve’ poi si formarono la ‘Faliero Pucci’ e la ‘Spartaco Lavagnini’ e qui operarono la ‘Caiani’ e la ‘Lanciotto Ballerini’.
Ai partigiani si unirono alcuni prigionieri di guerra russi che erano stati fino ad allora reclusi in un campo nei pressi della vetta del monte, a Tamburino, e che poi avevano trovato rifugio ad Acone.
Nell'agosto del 1944 da qui partì o transitò buona parte dei partigiani che contribuirono alla battaglia per liberare Firenze.
“Nell' ultimo decennio – ha aggiunto Rosa Maria Di Giorgi - abbiamo assistito a un risveglio d’interesse, da parte delle nuove generazioni, verso le vicende storiche che hanno caratterizzato il travagliato cammino del Paese tra la guerra e la lotta di Liberazione. Da qui una sete di conoscenza, motivata anche dal desiderio di acquisire strumenti per interpretare questo stesso nostro presente, e la sempre più frequente richiesta di adesione all’Anpi di decine di ragazzi che portano i vecchi partigiani a parlare nelle scuole”.
“I giovani – ha concluso l’assessore all’educazione - sono giustamente attirati dove sanno di trovare qualcosa di vero, di genuino, di altruista. A noi il compito di fare in modo che i valori della Resistenza siano sempre più un patrimonio condiviso. Lo scrollarsi di dosso il giogo del nazifascismo significò recuperare dignità, libertà e democrazia e avviare un processo che di lì a poco avrebbe portato alla conquista della Repubblica e al varo della Costituzione. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la spinta vittoriosa della Resistenza, della guerra di liberazione, del sacrificio dei partigiani combattenti, civili e militari, giovani e anziani, intellettuali e operai. Molti dei quali, dopo l’8 settembre salirono sul Monte Giovi”. (fn)