Galli (PdL): «Il mio ruolo, la mia inesperienza? Aver smascherato troppo facilmente le mancate promesse del sindaco»

«Troppo occupato a farsi scrivere i discorsi per i suoi interventi in consiglio comunale, il capogruppo del Pd vive in una realtà virtuale: quella che gli viene somministrata a forza di dosi di ‘Renzi-doc’, una via di mezzo tra un medicinale allucinogeno e una specie di corazzata Potëmkin di fantozziana memoria».
Così il capogruppo del PdL Giovanni Galli replica alle dichiarazioni di Francesco Bonifazi, capogruppo del Pd.
«Riconosco la mia inesperienza nel mondo della politica – ha rilevato Galli – ma fino ad oggi ho potuto portare avanti le mie idee sulla città dai banchi del consiglio comunale liberamente, senza dover rinunciare alla capacità di poter decidere con il cuore e con il cervello».
«Altri, a cominciare dal capogruppo del Pd – ha proseguito il capogruppo del PdL – non possono dire la stessa cosa, limitandosi a fare da ‘notai’alle scelte del sindaco. Tra chi preferisce l’assoluta e acritica fedeltà al sindaco e alle sue scelte ho scelto di rappresentare le istanze di quei fiorentini che non si riconoscono nelle scelte dell’amministrazione comunale».
«Quanto ai 100 punti del sindaco – ha aggiunto Galli – abbiamo già elencato le numerose mancate promesse di Renzi.
Ma nel caso della Seves serve una precisazione: è stato grazie al Governo di centrodestra se, fino ad oggi, si è potuto attingere alla cassa integrazione non certo all’intervento delle istituzioni locali: Comune, Provincia e Regione, che si sono limitate ad ‘apparecchiare’ tavoli di concertazione. Mantenendo alta l’attenzione su questa vicenda vogliamo che i passi da fare siano più concreti e meno ideologici». (fn)