Pesca di frodo, Locchi (PdL): «Aumentare i controlli sull'Arno»
Questo il testo della comunicazione svolta da Alberto Locchi (PdL) nella seduta di oggi del consiglio comunale:
«Mi piace pensare che il quotidiano La Nazione abbia deciso di redigere l’articolo di ieri sul bracconaggio del ‘pesce siluro’ nel fiume Po dopo che io ho portato alla ribalta l’argomento in questione, relativamente al fiume Arno.
In tal senso, mi sento di dover ribadire e precisare alcuni aspetti dopo aver letto alcune cose non esatte uscite in seguito al mio intervento: è palese che nel mio ruolo di consigliere di opposizione, se volevo che un argomento del genere venisse preso in considerazione dovevo comportarmi così come ho fatto, organizzando una conferenza stampa affinché gli organi di informazione uscissero con la notizia e scrivendo una lettera aperta al sindaco. Come è altresì palese, in caso contrario lo spiego e lo ribadisco ora, che il mio intervento era volto proprio alla tutela dei ristoranti e dei ristoratori fiorentini che da sempre fanno della serietà e della qualità un loro punto fermo. Il mio intervento era infatti teso a far si che si alzasse l’attenzione esclusivamente verso quei locali che offrono pesce a dei prezzi così bassi da destare sospetto. Perché, sia chiaro, la qualità e l’eccellenza vanno pagate.
Ecco, ogni altra interpretazione data è esclusivamente strumentale e fuori luogo tant’è che alcuni ristoratori fiorentini, che hanno ben capito, mi hanno ringraziato per il mio intervento.
Detto questo, leggendo testuale dall’articolo di ieri de La Nazione, relativamente a quanto da tempo sta accadendo nel fiume Po dove bande di bracconieri dell’est Europa imperversano e pare abbiano ridotto la fauna ittica del 70%: «il problema è come pescano ed il fatto che immettono pesce sui mercati senza autorizzazione né controlli sanitari. Ora anche sul mercato italiano: i soci del nostro gruppo hanno fotografato teste di siluro sui banchi del mercato esquilino di Roma ed anche a Torino. Secondo i pescatori locali gli ungheresi pescano nel Po e nei suoi affluenti. Acque interne e contaminate, spesso ferme: le sostanze nocive lì sono e lì restano attaccate ai pesci. Un rischio per la salute. I pescatori di frodo hanno licenze turistiche che non consentono il commercio del pescato».
E’ ovvio che fosse mio dovere istituzionale, dopo che alcune associazioni di pescatori fiorentini mi avevano allertato del problema che si stava presentando anche nell’Arno, essendo quest’ultimo ricchissimo di questa specie di pesce, alzare il livello di attenzione affinché gli organi preposti aumentassero la vigilanza per scongiurare un’escalation del problema. E questo, di fatto, è accaduto: sono aumentati i controlli e sono già diminuiti i vari personaggi equivoci che bazzicano le rive del nostro fiume.
Personaggi che, lo ribadisco, negli ultimi mesi, si sono resi protagonisti di numerosi atti illeciti: dalla semplice pesca senza i permessi governativi infischiandosene di ogni regola, alla ben più grave rapina ai danni dei pescatori isolati, al furto delle auto dei pescatori parcheggiate sui lungarni.
Ed è per questo che ancor una volta invito il sindaco affinché adotti le misure più idonee perché le forze dell’ordine aumentino i controlli sulle rive dell’Arno affinché chiunque desideri passare una giornata pescando lo possa fare tranquillamente.
Un’ultima cosa mi preme evidenziare: stona assai che i vertici della FIPS (Federazione Italiana Pesca Sportiva) non si siano schierati con me per affrontare un problema che riguarda così da vicino la loro categoria. Io avevo invitato in conferenza stampa il presidente della FIPS sezione provinciale di Firenze. In un primo momento si era mostrato entusiasta della cosa ma poi ha fatto marcia indietro e non si è presentato pare perché così consigliato dai suoi vertici regionali. Non solo non è venuto ma anche in seguito non ha preso nessuna posizione atta a stigmatizzare la criminalità sulle rive dell’Arno ed il possibile bracconaggio. Problemi questi - lo grido forte a lui ed a tutti voi - che non sono né di destra né di sinistra ma sono problematiche civiche come, in fondo, lo sono la stragrande maggioranza dei problemi presenti in città.
La politica si occupi delle pertinenze prettamente politiche ed i problemi civici, quali essi siano, vengano affrontati con dovere civico da tutti gli schieramenti con senso di responsabilità e con la volontà di risolverli, perché certo una cosa ho imparato nel mio primo anno di mandato: per tante cose che interessano al cittadino, cose pratiche insomma, la politica è la peggior nemica rallentando ogni tipo di decisione solo per dar gloria e lustro a chi strumentalizza quell’argomento per portare in alto il suo nome senza pensare alla città ed ai fiorentini stessi».
(fn)