Valdo Spini ricorda Carlo Ludovico Ragghianti nello Spazio QCR di via degli Alfani
In occasione della celebrazione del centenario della nascita di Carlo Ludovico Ragghianti il presidente della Fondazione Circolo Rosselli Valdo Spini ricorda l'uomo che partecipò alla liberazione di Firenze nel 1944. L'appuntamento è questo pomeriggio alle 17,30 presso lo spazio QRC di via degli Alfani. Interverranno fra gli altri Clara Baracchini, Soprintendenza di Pisa, Franco Contorbia, Università di Genova, Valdo Spini, Direttore dei Quaderni del Circolo Rosselli. (lb)
Si allega stralcio dell'intervento di Valdo Spini
Per Carlo Ludovico Ragghianti
“ Quest’anno ricorre il centenario della nascita di Carlo Ludovico Ragghianti (1910-1987) ed è giusto che Firenze lo ricordi, così come, per iniziativa della Fondazione Ragghianti, hanno fatto Lucca (la sua città natale)e Pisa, dove studiò e insegnò .
Carlo Ludovico Ragghianti è un uomo entrato nella leggenda il 4 agosto 1944 quando, insieme ad Enrico Fischer, attraversò il corridoio vasariano, sulle rovine minate intorno al Ponte Vecchio e si presentò agli Alleati a nome del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale, annunciando la volontà del Ctln di procedere all’insurrezione nella Firenze di qua d’Arno per liberare la parte di città ancora occupata dai tedeschi e dai franchi tiratori fascisti. Una grande pagina della nostra storia nazionale, che doveva influenzare positivamente il rapporto tra Alleati e Resistenza Italiana.
Amico e compagno di scuola dei suoi figli, ho avuto la fortuna di conoscere Ragghianti fin da ragazzo. La sua figura energica , al tempo stesso brusca e cordiale, mi è quindi rimasta subito impressa in modo indelebile negli incontri che caratterizzarono la mia milizia politica di adolescente”.
“Potremmo definire Carlo Ludovico Ragghianti, un grande uomo di cultura che è stato uno dei leaders della Resistenza Italiana, e che poi è tornato a fare l’uomo di cultura, nello specifico un grande storico dell’Arte. non solo, ma anche un grande organizzatore di cultura. Già Mariella Zoppi in un suo libro, l’ha definito l’Andrè Malraux italiano “
“Carlo Ludovico Ragghianti rappresenta uno di quegli intellettuali che la Resistenza proietta a ruoli di grande responsabilità e che, passata l’emergenza, tornano alla società civile.
Quanti di questi intellettuali hanno militato nel Partito d’Azione! E Carlo Ludovico Ragghianti è stato un azionista particolarmente coerente e coraggioso. Subito antifascista fin da ragazzo: pare che perfino gli squadristi incaricati di dargli “una lezione” rimanessero impressionati dal picchiare quello che a sedici anni si presentava come poco più di un ragazzino. Si incontrò con il movimento liberalsocialista alla Normale di Pisa con Guido Calogero e il suo grande amico Aldo Capitini, fu un antifascista intransigente. Fu tra i fondatori del Partito d’Azione. Arrestato e imprigionato nel 1942 e di nuovo nel ‘43 si salvò dal tribunale speciale per la caduta del fascismo il 25 luglio. Fu subito tra i dirigenti della Resistenza a Firenze, in cui operò con grande coraggio e sprezzo del pericolo. Come presidente del Ctln, non solo ha svolto, come si è ricordato, un’opera importantissima bella Resistenza. Ma è interessante la sua opera a liberazione avvenuta. Presidente del Ctln, si ispira, per promuovere la ricostruzione della città, della sua provincia e della sua regione, ancora una volta alle correnti democratiche italiane. Vorrebbe trasportare a Firenze l’esperienza dell’Ente per la Ricostruzione delle Venezie, che su iniziativa di Silvio Trentin (il padre di Bruno, deputato della Democrazia Sociale) così bene operò per accelerare la ricostruzione delle Tre Venezie dopo la prima guerra mondiale”.
“Al primo congresso del Partito d’Azione, nel febbraio del 1946 si schiera con Parri e con La Malfa, contro la maggioranza che vuole affermare il carattere socialista del partito. Parri e La Malfa escono dal Pda e creano la Concentrazione Repubblicana che si unirà poi al Pri. Ragghianti è con loro, ma poi si ritira dalla militanza politica attiva. E’ uno dei tanti italiani di rilievo che vede morire con il Partito d’Azione il proprio partito.
Quando il Psi imbraccia la strada dell’autonomia, e dà vita al centro-sinistra, negli anni sessanta Carlo Ludovico Ragghianti s’iscrive al Psi con impegno e con entusiasmo. Ricordo l’anno, 1962 in cui Carlo Ludovico Ragghianti e Giorgio Bassani, entrambi socialisti, vinsero il Premio Viareggio, l’uno con Mondrian e l‘arte del XX secolo, l’altro con Il giardino dei Finzi Contini e la celebrazione dell’avvenimento che venne compiuta dall’Avanti! diretto da Giovanni Pieraccini. Forse, il 1962, l’anno più bello della vita di quel partito”.
“Ma, come si diceva, Ragghianti ormai opera in altro modo, presiede l’Adesspi (Associazione per la Difesa e lo Sviluppo della Scuola Pubblica Italiana) difende la scuola e la cultura ma non occupa più posti di alta responsabilità politica. Lascia alla città di Firenze, un’impronta indimenticabile nel tentativo di aprirla anche all’arte contemporanea e alla grande architettura contemporanea. La sua attività in questo campo caratterizza la sua attività nell’immediato secondo dopoguerra. Ragghianti opera alla Strozzina e vi invita architetti come Frank Lloyd Wright (1951) , Le Corbusier e Alvar Aalto. E’ grazie alla sua intercessione che viene donata a Firenze la raccolta di arte contemporanea di Alberto Della Ragione, che verrà aperta nel 1970 ( e che è oggi- va sottolineato- in cerca di collocazione). Ricordiamo altresì i suoi 28 critofilms tra cui quelli su Michelangelo Buonarroti, modernissimi per l’epoca. Non insegnò mai all’università di Firenze, ma permeò la città con la sua iniziativa. A lui dobbiamo l’Università Internazionale dell’Arte (U.I.A.), tanto per citare solo alcune delle sue iniziative.
Negli ultimi tempi a Ragghianti, rimasto piuttosto isolato, dedicò molta attenzione, un anziano statista democristiano, pure lui toscano, Amintore Fanfani, di cui sono noti gli interessi artistici. L’evolversi delle vicende politiche volle che alla morte di Ragghianti, il 3 agosto 1987, Fanfani fosse Ministro dell’Interno e chi scrive il suo sottosegretario. Fanfani, gentilmente, volle che venissi con lui sull’aereo di stato che ci portò a Firenze, poi alla sua casa e poi ai suoi funerali, dove prendemmo ambedue la parola il 4 agosto del 1987. (Cfr. “La Nazione” del 5 agosto successivo.)Ma oggi riaffermiamo che Ragghianti non va dimenticato in questa città”.
“E’ proprio guardando alla biografia di Carlo Ludovico Ragghianti, alla sua avventura politica, culturale e civile, che si può concludere con la riaffermazione dell’orgoglio di riconoscersi, come a tanti anni di distanza vogliamo fare, nella tradizione del Partito d’Azione e in quel particolare socialismo del Partito d’Azione che è particolarmente vivo e attuale nell’Italia di oggi”.
Valdo Spini
presidente della Fondazione Circolo Rosselli