Ztl notturna, Stella e Alessandri (PdL): "In soli 20 giorni sono state raccolte oltre 2500 firme"

I consiglieri di centro destra: "Ora il sindaco Renzi ritiri il provvedimento e non sfugga al confronto"

"Il 31 maggio abbiamo cominciato a raccogliere le firme per una petizione popolare cosi come previsto da statuto e regolamento del Comune di Firenze. L'articolo 99 dello statuto e l'articolo 91 del regolamento del consiglio comunale prevedono forme di partecipazione popolare; per chiedere di abolire la ztl notturna e portare la discussione in consiglio Comunale". Lo affermano i consiglieri del centro destra di Palazzo Vecchio Marco Stella e Stefano Alessandri che annunciano che in "soli 20 giorni sono già state raccolte 2500 firme per dire no alla ztl notturna". Visto che la giunta ha deciso di attivare la ztl notturna senza prima un dibattito in consiglio comunale - spiegano Stella e Alessandri-  e poi di fatto ha negato lunedì la discussione, chiediamo che venga applicato il regolamento e tramite la petizione si giunga ad un vero dibattito in consiglio. Vogliamo un vero dibattito dove ci sia un confronto autentico in cui vengono portate le proposte. Noi siamo pronti a fare la nostra parte attivando tramite una mozione in consiglio le nostre proposte alternative, il sindaco non sfugga al confronto.Chiediamo che il consiglio sia aperto anche agli interventi ad ai contributi delle associazioni di categoria, ai proprietari dei locali ed ai residenti, un vero dibattito che coinvolga la città e che trovi le soluzioni più idonee a conciliare le due esigenze in campo, quelle legittime dei residenti che chiedono tutela della loro tranquillità, e le altre altrettanto legittime dei proprietari dei locali che vogliono continuare ad esercitare il loro mestiere dando anche lavoro. Noi siamo pronti a farlo, portando delle proposte concrete sulle quali confrontarci. Crediamo che la ztl notturna così come oggi concepita sia un vero fallimento, le passate edizioni dimostrano come non riesca a tutelare i residenti e come invece affossi le attività del centro storico, facendo calare notevolmente gli incassi. Capiamo che è più facile chiudere tutto il centro senza trovare soluzioni alternative, ma non è così che si governano i processi e che si amministra una città". (lb)