Alessandri e Stella (PdL): "Il sindaco Renzi, a un anno dall'insediamento, continua a fare campagna elettorale"
Questo l'intervento dei consiglieri del PdL Stefano Alessandri e Marco Stella
“Diciamo la verità: il sindaco Renzi con la comunicazione ci sa fare. Questo glielo riconosciamo volentieri: del resto, non è più da tempo un segreto per nessuno che l’ex democristiano Renzi sia abile nel ‘rubare’ ciò che gli serve agli avversari politici, e cioè al centrodestra, che a livello nazionale come nelle amministrazioni locali, da molti anni ormai sa comunicare con la gente, mentre il centrosinistra resta arroccato nelle sue torri d’avorio salottiere e inconcludenti. Ancora una volta, con una delle sue e-news, il sindaco-grande comunicatore ‘fa il punto’ sulla strada percorsa, a pochi giorni dal primo anniversario del suo insediamento a Palazzo Vecchio. C’è un problema però (sempre il solito, dal mandato in Provincia alla campagna elettorale dei celeberrimi 100 punti): mentre il centrodestra, dove governa, è in grado di comunicare le cose fatte ai cittadini, nel caso del nostro Primo Cittadino, dietro le luci sfavillanti della comunicazione c’è molto poco, per non dire nulla.
Sulla lotta al degrado che dopo 15 anni di amministrazioni di sinistra soffoca Firenze, in questo primo anno di mandato i risultati raccolti sono prossimi allo zero: lo sporco e i bivacchi, risultato del passaggio dei turisti ‘mordi e fuggi’ in centro storico, sono sempre lì; i vucumprà coi loro tappetini, anche. Gli episodi di criminalità si susseguono con preoccupante regolarità, e le sacche di illegalità continuano ad esistere nonostante iniziative spot – per quanto apprezzabili – come lo sgombero dell’ex Meyer o lo smantellamento del mercatino multietnico. E questo perché continua a mancare, come sosteniamo da tanti, troppi anni ormai, una politica puntuale, mirata e di lungo periodo che sia in grado di spezzare abitudini ormai consolidate nella nostra città, come quella della vendita di alcolici ‘a go go’ da parte di sedicenti mini-market, o l’incuria che continua a rendere pericolose le strade, col risultato che gli incidenti mortali si susseguono con un tragico ritmo. Riguardo alla pulizia, poi, ricordiamo al sindaco la sua promessa di pulire tutti i tombini della città, in modo da poter finalmente lavare le strade, e non solo spazzarle. Teoricamente, dovrebbe pensarci Publiacqua, ma non lo fa, o lo fa solo in caso di interventi eccezionali; Renzi aveva affidato il caso al presidente-volontario di Quadrifoglio Moretti, ma purtroppo aveva scordato un piccolo dettaglio: il contratto di servizio con Publiacqua non gli consente di affidare ad altri quell’incarico. Così, un anno dopo, i tombini sono ancora tappati da ogni genere di rifiuto, e quando piove forte (vedi giovedì mattina), le strade continuano ad allagarsi.
Ma Renzi, che con la comunicazione ci sa fare, ha pronta la soluzione: ecco allora gli ‘angeli del bello’. Dopo i vigilini mandati in giro a raccogliere segnalazioni già fatte all’amministrazione dai cittadini giustamente arrabbiati per le tante cose che non vanno (dai muri imbrattati alle buche, dall’abusivismo commerciale alle zone buie e pericolose nel cuore della città), un’altra trovata fatta al 99% di slogan e dall’1% di realtà concreta. Invece di lavorare per rendere più incisivo il lavoro della Polizia Municipale, che dovrebbe solo dar seguito alle segnalazioni che già ci sono, il sindaco preferisce snaturare e forzare ai suoi fini di propaganda un lavoro prezioso come quello dell’associazionismo. Ma tanto, ancora una volta, basta che passi il messaggio. Il risultato conta meno di zero.
Sul sociale, la giunta Renzi ha fatto passi indietro invece che in avanti, riducendo i servizi. E tanto ancora ci sarebbe da dire su interventi e pressioni che il Comune dovrebbe fare, e al più presto, sulla Regione per tutto ciò che non funziona nella sanità.
Vogliamo parlare di mobilità? Bene. Dopo aver rivendicato con orgoglio la chiusura di piazza Duomo al traffico, oggi Renzi ammette il fallimento dei provvedimenti per cambiare le linee del trasporto pubblico. Inutile ricordargli che, dal PdL, avevamo notato che la sua smania dell’evento mediatico avrebbe avuto precisamente questa conseguenza: piazza Duomo andava chiusa sì, ma solo dopo aver studiato approfonditamente le contromisure.
Il rilancio del commercio? Dopo aver promesso in campagna elettorale che il centro storico non sarebbe più stato chiuso nelle notti d’estate, Renzi ci ha ripensato, e con una doppia capriola ha riproposto, pari pari, l’ordinanza dell’epoca Cioni.
Caro sindaco, per amministrare una città, smontare i meccanismi che non vanno e metterne in azione di nuovi, non basta tagliare le teste e proclamare che ‘la rivoluzione è in corso e non si fermerà’: servono fatti. E prima ancora, idee che siano davvero nuove”.
(fdr)