Publiacqua, Stella e Alessandri (PdL): "Negli ultimi tre anni oltre 26 milioni di utile. Nel 2009 12 milioni: servano per abbassare il costo della bollette"
“Dal 2007 ad oggi Publiacqua ha realizzato 26 milioni e 655.826 euro di utili, a cosa sono serviti?
Gli utili realizzati da Publiacqua devono essere utilizzati per abbassare la tariffa: il centrosinistra non faccia facili demagogie”. Questa la dichiarazione dei consiglieri del PdL Marco Stella e Stefano Alessandri dopo aver letto il bilancio 2009 della società partecipata.
“Risulta inaccettabile vedere dai bilanci che negli ultimi tre anni Publiacqua ha prodotto utili e le tariffe non si sono abbassate, quali i benefici da tali utili per i fiorentini? – hanno aggiunto i due consiglieri –. Nel marzo del 2010 il Presidente di Erasmo D’Angelis presentando la nuova bolletta dichiarava che ‘con la bolletta dovremmo coprire tutti i costi del servizio idrico, dalla potabilizzazione alla depurazione. Qui cominciamo i problemi. L'acqua, infatti ha costi elevatissimi e la tariffa non potrà mai coprire tutti gli investimenti previsti’. Ci domandiamo allora come mai la società produca utili”.
“Gli ingenti investimenti di Publiacqua – sottolineano i due esponenti del centrodestra – sono già oggi inclusi nella tariffa, quindi, se si vuole davvero venire incontro ai cittadini, gli utili realizzati devono andare ad abbattere il caro-bolletta. Inoltre la società ha beneficiato di 25milioni a fondo perdutodi contributi dal ministero dell’ambiente per la costruzione del depuratore di San Colombano, che ancora non è in grado di funzionare perché manca il collettore fognario di tutta la riva sinistra: ciò significa che oltre 150.000 abitanti scaricano in Arno. Ci colpisce la schizofrenia del centrosinistra fiorentino, che a livello nazionale cavalca il movimento contro la privatizzazione dell’acqua, e poi in una società come Publiacqua con partecipazione pubblica fa milioni di utili sulle spalle dei cittadini”.
“I 12 milioni di utili iscritti nel bilancio 2009 da Publiacqua – concludono i due consiglieri del PdL – sono la riprova che anche laddove l’acqua è gestita attraverso la partecipazione di enti pubblici, la logica resta quella di realizzare lauti guadagni. E ai cittadini tocca pagare”.
(fdr)