La solidarietà del vice presidente del consiglio comunale Scino (Pd) a Padre Mario Bartolini
"Massima solidarietà e vicinanza a Padre Bartolini con l'auspicio che venga al più presto ridata la libertà al missionario, in ossequio alla libertà di espressione ed in nome di quei Sacri ed inviolabili Diritti dell’Uomo sanciti dall’Italia, dall’Unione Europea e dalle Convenzioni Internazionali". Ad esprimerla è il vice presidente del consiglio comunale Salvatore Scino che ha decisio di rivolgere "un accorato appello alle coscienze di tutti coloro che possono adoperarsi per scongiurare l’ennesimo atto criminale compiuto da uomini verso coloro che non riescono a vedere come fratelli ma piuttosto considerati solo ostacoli da rimuovere in nome di una scellerata ed assurda ricerca di profitto, calpestando anche i principi più elementari della Natura e dell’Ambiente". "Le regioni - ha aggiunto Scino dove operano le multinazionali del petrolio e del legno sono quelle con i tassi più alti di miseria, malattie e emarginazione. 'Ma da qui non mi muoverò, possono arrestarmi o cacciarmi dal Perù, lo so, ma è un rischio che devo affrontare'.Così parlava Padre Mario Bartolini nel giugno 2009 dopo la protesta degli Indios contro l’esproprio delle terre, soffocata nel sangue a Cagua dal governo centrale e dall’autorità municipale peruviane. Un anno dopo sono stati chiesti undici anni di carcere per il missionario italiano di Ascoli Piceno, da trent’anni nell’Amazzonia peruviana. Padre Bartolini attende la sentenza del Tribunale di Lamas agli arresti domiciliari, accusato di “apologia di reato” e “istigazione alla rivolta”. Agli Indios dello Yurimaguas è stato chiesto d’esibire i documenti di proprietà delle terre che il governo peruviano ha concesso a varie multinazionali per l’estrazione del petrolio e la coltivazione di alberi oleosi destinati alla produzione biodiesel. Il trattato di libero commercio siglato tra Perù e Stati Uniti prevede, infatti, lo sfruttamento indiscriminato di aree che ricadono sotto l’interesse di colossi internazionali dell’agrobusiness. Padre Bartolini già un anno fa rispose fermo:
'Queste terre sono degli indigeni dall'inizio della Storia e lo devono restare per sempre'.
(lb)