Impianti sportivi, Grassi (Spini per Firenze): "Con le modifiche al regolamento ci sarà chi avrà tutto e chi niente"
“Abbiamo proposto, d'accordo con la paura espressa dal Vicesindaco Nardella che alcuni impianti sportivi di Firenze potessero essere gestiti da società non fiorentine, di modificare il testo proposto dalla Giunta limitando la possibilità per le società sportive di avere in gestione un ulteriore impianto solo nel caso in cui ciascuna società sportiva fiorentina avesse già un impianto sportivo in gestione: purtroppo la versione del regolamento proposta dalla Giunta non mettendo limiti al numero degli impianti assegnati, non garantisce pluralità nella gestione e criteri equi per l’assegnazione". Lo ha detto Tommaso Grassi, intervenuto ieri nel dibattito nel Consiglio Comunale. “Con il testo predisposto dalla Giunta e approvato dal Consiglio Comunale avremo società sportive che avranno due o più impianti e chi invece rimarrà escluso: il Consiglio oggi ha cancellato criteri equi e pluralità tra i soggetti gestori. All’interno della discussione in aula abbiamo appreso che i tre impianti natatori finora in gestione da parte del Consiglio di Quartiere 5, la Paganelli, la Caboto e la Don Minzoni, saranno messe in gara alle società sportive come fatto con gli altri impianti cittadini. Anche in questo caso abbiamo cercato di dare al Governo cittadino un indirizzo chiaro che tutelasse questi tre impianti, purtroppo invano perché la maggioranza ha decretato la sua bocciatura. Questa modifica d'orientamento della maggioranza, sicuramente creerà problematiche lavorative alle cooperative che adesso gestiscono gli impianti del Quartiere 5 e potrebbe comportare persino una perdita economica per il Comune, visto che le entrate dai corsi potrebbero venire meno, e per questo presenteremo una interrogazione specifica. Nello scorso mandato – ha ricordato il consigliere in aula – moltissimi dei consiglieri che adesso siedono in consiglio o in Giunta si erano battuti affinché nel regolamento fosse indicato il massimo di un impianto per società e perché gli impianti del Quartiere 5 rimanessero a gestione diretta: basti pensare allo stesso vicesindaco, che ricopriva la carica di presidente della commissione sport, o del presidente Giani, allora assessore allo sport, ma anche alcuni ex consiglieri di quartiere, solo per fare alcuni esempi". Secondo Grassi "E’ impensabile un cambio così repentino. Se crediamo alle giuste preoccupazioni addotte da Nardella, esse potevano essere risolte diversamente, per esempio accettando il nostro emendamento.”
(lb)