Degrado, Locchi e Bertini (PdL): "Da questa giunta molte buone intenzioni, qualche proclama, pochissimi risultati"
“Il Sindaco Renzi ha invitato gli abitanti di Firenze a mettere vasi fioriti alle finestre e sui balconi per abbellire le nostre strade, ha deciso di varare l'iniziativa ‘adotta un muro’ affinché chi aderisce si prenda cura di un tratto di muro dal punto di vista della pulizia e dell'imbiancatura...
Pur apprezzando la buona volontà, fra l'altro ed ovviamente comune, di rendere la nostra Firenze più accogliente, non posso fare a meno di sottolineare di come tutto ciò non abbia senso davanti all'immobilismo dell'Amministrazione”. Questa la dichiarazione del consigliere PdL Alberto Locchi, intervenuto oggi in consiglio comunale. “Apprezzo nella maniera più sincera come l'Assessore Mattei ascolti con attenzione tutte le istanze riguardo al degrado che di volta in volta gli vengono poste e di come ogni volta si impegni con abnegazione alla loro soluzione, ma non basta e non può bastare per una città come Firenze – ha aggiunto Locchi –. E' impensabile che ‘la città del bello’ (come ama chiamarla Renzi) viva il suo decoro grazie all'impegno dei propri cittadini e ad interventi ‘straordinari’ che di volta in volta vengono predisposti dagli Uffici comunali.
La cura della città, nella sua totalità, deve arrivare a vivere con un iter automatico fatto di interventi pianificati da parte dell'Amministrazione affinché il degrado non faccia più parte di questa città che di problemi ne ha già molti. Nello specifico, è impensabile che gli accessi alla città - biglietto da visita per il turista che arriva - siano così trascurati; la cura delle nuove aiuole nate con la tramvia sono paragonabili alla savana o alla tundra data l'incuria che presentano: Porta al Prato, Viale Nenni, Cascine o la nuova aiuola della pista ciclabile di Via De Sanctis, tanto per fare semplici esempi,sono abitate da arbusti, pruneti e piante di ogni foggia che niente hanno a che vedere con la cura che doverosamente e viceversa dovrebbero avere in una Città con la C maiuscola come meriterebbe Firenze. Che le colonne del loggiato fra Uffizi e Ponte Vecchio siano imbrattate di geroglifici viola ormai da tempo immemorabile e che ancora si disquisisca con la Sovrintendenza su chi dovrà rimettere in sesto il Ponte Santa Trinita. Che gli spartitraffico in plastica bianco e rossi che dovrebbero essere provvisori, siano viceversa ‘definitivi’ e che spesso sporgano pericolosamente sulle carreggiate oppure vengano tolti ed ammassati senza essere rimossi come sta accadendo al Poggio Imperiale. Che i medicanti, gli accattoni e gli abusivi siano ancora ovunque , anche a 10 metri da Palazzo Vecchio, malgrado le 100 promesse”.
“In definitiva – ha concluso il consigliere di centrodestra –, dopo un anno dall'insediamento della nuova amministrazione, con tutto quanto è stato promesso riguardo al degrado, mi sarei aspettato che questiinterventi e questi automatismi fossero già in atto e che quindi per primi noi fiorentini (ma anche i turisti) non dovessimo più vedere questi obbrobri in giro per la nostra città”.
“Rispondendo a una mia domanda di attualità sulla situazione di degrado che assilla Firenze – ha invece notato il collega Stefano Bertini –, l’assessore Mattei ha riconosciuto che l’argomento è reale ed oggettivamente esistente, oltreché ben presente nel lavoro dell’amministrazione. Giuste parole, che si scontrano però con l’ovvia considerazione che la volontà di operare è cosa ben diversa dal farlo e dal farlo con tempestività e responsabilità. Il Sindaco Renzi ha da poco lanciato uno dei suoi proclami, con il quale ha investito ufficialmente del problema i cosiddetti ‘angeli del bello’. Ma ben pochi si sono forse accorti che tale scelta non ha alcuna efficaciaoperativa, e ciò per vari ordini di motivi. Prima di tutto la loro qualifica giuridica: non essendo pubblici ufficiali è evidente che non potranno identificare i trasgressori od obbligarli ad alcunché, ma solo segnalare e, se del caso, chiedere l’intervento della polizia municipale, con la conseguenza che non appena questa dovesse e potesse intervenire, il trasgressore non sarebbe certo più sul posto per farsi multare. Inoltre, per ciò che concerne l’imbrattamento di monumenti ed edifici storici, leggasi per esempio Ponte Santa Trinita, l’eventuale segnalazione si scontrerebbe, da una parte, con l’imbarazzante lentezza burocratica della Sovrintendenza, dall’altra con la carenza di fondi che inibisce ogni intervento concreto”.
“Qual è quindi il risultato? Che gli angeli del bello non servono sostanzialmente a nulla, costituendo al contempo un costo non indifferente per l’amministrazione e per i cittadini (soltanto per il periodo Luglio – Ottobre 2010, 358.000 euro), e che i cittadini che hanno capacità di discernimento non possono certo accontentarsi delle sterili ed inconcludenti enunciazioni di principio dell’assessore” ha concluso Bertini.
(fdr)
In allegato, la documentazione fotografica raccolta dal consigliere Locchi